
La consigliera comunale di Vicenza Ida Grimaldi, capogruppo consiliare Possamai Sindaco con delega alla Prevenzione e al contrasto delle discriminazioni di genere nei luoghi di lavoro, interviene sulla paventata soppressione della figura della Consigliera di Parità a livello territoriale.
L’intento è di accentrarne le funzioni a livello nazionale, “ma si rischia di indebolire concretamente la tutela delle donne nel mondo del lavoro“, sostiene Grimaldi, “oltre che un passo indietro rispetto agli strumenti costruiti negli anni per contrastare discriminazioni, molestie e disuguaglianze nel lavoro”.
La Consigliera di Parità opera a livello territoriale, nelle Regioni e nelle Città metropolitane, come punto di riferimento per le lavoratrici che subiscono discriminazioni. La loro presenza sul territorio consente di intercettare situazioni che altrimenti resterebbero invisibili o non denunciate, offrendo ascolto, consulenza e assistenza gratuita.
“La dimensione territoriale è uno degli elementi più efficaci di questo strumento – sottolinea la consigliera Grimaldi -. Molte lavoratrici trovano nelle Consigliere di Parità un primo punto di ascolto e di orientamento. Allontanare questo servizio dal territorio significa rendere più difficile far emergere discriminazioni o molestie”.
Il tema resta di grande attualità. Nonostante i progressi normativi degli ultimi anni, il divario retributivo, le discriminazioni legate alla maternità e le molestie nei luoghi di lavoro continuano a rappresentare problemi concreti per molte donne. In questo contesto le Consigliere di Parità svolgono anche una funzione di prevenzione e di promozione della cultura del rispetto nei luoghi di lavoro.
“Eliminare questi presidi territoriali significherebbe indebolire un sistema di tutela costruito negli anni – prosegue Grimaldi -. Una scelta che appare anche in controtendenza rispetto alle più recenti politiche adottate per promuovere l’uguaglianza nel lavoro, come la riforma sulla parità salariale e l’introduzione della certificazione della parità di genere nelle imprese. Si tratta di strumenti che puntano a rafforzare le politiche di equità e trasparenza nel lavoro: indebolire proprio i presidi territoriali che aiutano a far emergere le discriminazioni rischia di andare nella direzione opposta”.
La figura della Consigliera di Parità rappresenta inoltre uno degli strumenti attraverso cui si dà attuazione al principio costituzionale di parità tra donne e uomini nel lavoro e al Codice delle pari opportunità.
“In un momento in cui anche le politiche europee chiedono di rafforzare le azioni contro il divario retributivo e le discriminazioni di genere – conclude Grimaldi – indebolire questi presidi territoriali rischia di andare nella direzione opposta. È invece necessario rafforzare gli strumenti pubblici di prossimità che garantiscono diritti e pari opportunità alle lavoratrici”.
La questione assume un significato ancora più rilevante alla vigilia dell’8 marzo, giornata dedicata ai diritti delle donne e alla promozione della parità di genere.
Sul tema la consigliera comunale Grimaldi ha depositato un’interpellanza rivolta all’amministrazione comunale per conoscere quali iniziative intenda intraprendere a sostegno del mantenimento delle Consigliere di Parità territoriali e della tutela delle lavoratrici.




































