
Un endorsement su tutta la linea che ha scatenato una tempesta di critiche: ad alcune rappresentanze associazionistiche e politiche del Vicentino non sono andate giù le parole spese questa mattina da Assofond, associazione di fonderie di Confindustria, sul progetto di Silva Srl per la realizzazione a Montecchio Precalcino di un impianto di trattamento rifiuti nell’ex Area Safond Martini.
Il Comitato Tuteliamo la Salute apre la strada ritenendo evidente che Franco Vicentini, vicepresidente di Assofond, non conosca la vicenda, non abbia letto la gran mole di documenti redatti dagli enti territoriali e confluita sulle scrivanie di Comitato tecnico e Conferenza dei servizi, che a giorni dovrà prendere una decisione.
Rivolgendosi a Vicentini, dal comitato chiedono “È mai stato ospite di Silva? È mai venuto a visitare questa vostra impresa associata? Lo sa che ci sono numerose segnalazioni di inottemperanza e violazione alle prescrizioni provinciali legate all’autorizzazione? Come ritiene possibile che la popolazione di Montecchio Precalcino, con la sua amministrazione, risulti favorevole a un ampliamento industriale quando non si è in grado di gestire le attività attuali? Siete a conoscenza che qui il territorio è coperto da polvere nera? Orti, giardini, giochi dei bambini? Sapete che qui le persone si ammalano ben oltre ogni statistica e si muore per patologie oncologiche, autoimmuni e respiratorie”?
E ancora: “La popolazione di Montecchio Precalcino, di Villaverla, di Dueville non è contraria al progresso o alle industrie che sono gestite correttamente e che non inquinano. Ad oggi, vista la gestione attuale, non si può tollerare un ulteriore depauperamento delle risorse ambientali. Non si possono tollerare prevaricazioni sulla salute altrui a favore degli interessi di pochi privati industriali”.
Parole critiche sono state espresse anche dai consiglieri regionali del Partito Democratico, Chiara Luisetto, Antonio Marco Dalla Pozza e Andrea Micalizzi:”L’interesse privato, per quanto legittimo, non può essere messo in primo piano rispetto alla protezione di un’area dalla sensibilità ambientale straordinaria.
Il territorio ha già pagato prezzi altissimi in termini ambientali – incalzano Luisetto, Dalla Pozza e Micalizzi -. L’ombra del disastro dell’Azienda Miteni è ancora viva e le recenti criticità legate all’inquinamento delle acque da parte del cantiere della Superstrada Pedemontana Veneta (SPV), ci dicono che non possiamo permetterci alcuna leggerezza. La politica ha il dovere di prevenire, non di inseguire le emergenze”.
Sempre dal Vicentino si aggiunge anche la voce del consigliere regionale di Alleanza, Verdi e Sinistra, Carlo Cunegato che, riferendosi alla comunicazione odierna di Assofond, palra di “uscita infelice e inopportuna“.
Il consigliere aggiunge: “Nessuno mette in discussione il valore dell’economia circolare o il ruolo delle fonderie nella manifattura veneta. Il punto è un altro: dopo il disastro dell’Azienda Miteni, e i 3 milioni di metri cubi di materiale contaminato da Pfas spostati dai cantieri della Pedemontana in 28 siti del vicentino, chiunque abbia a cuore davvero il territorio dovrebbe sapere che il principio di precauzione non è un capriccio ideologico, ma l’unico approccio sensato. L’economia circolare ha senso se non compromette le risorse naturali che ne sono il presupposto”, ha concluso Cunegato.

































