
Dopo l’abbattimento di circa 8.000 metri quadrati di vegetazione nel Bosco Lanerossi, l’Assemblea dei boschi che Resistono chiede al Comune di Vicenza piena trasparenza sui cantieri del TAV: pubblicazione dei protocolli, dei pareri tecnici, del cronoprogramma e delle sostanze utilizzate, con particolare attenzione al rischio PFAS.
Bosco Lanerossi, Assemblea boschi che Resistono chiede chiarezza
L’Assemblea dei boschi che Resistono chiede piena trasparenza sui cantieri legati alla realizzazione del TAV a Vicenza, dopo quanto accaduto nei mesi scorsi nell’area del Bosco Lanerossi, nel quartiere Ferrovieri.
Secondo quanto denunciato dal gruppo civico, all’inizio di gennaio le ruspe del consorzio IRICAV Due, general contractor incaricato dei lavori dell’alta velocità, hanno abbattuto circa 8.000 metri quadrati di bosco, eliminando centinaia di alberi e distruggendo quasi metà dell’ecosistema spontaneo sviluppatosi negli ultimi trent’anni nell’area.

Un intervento che, secondo i promotori dell’iniziativa, contrasterebbe con quanto comunicato pubblicamente nei mesi precedenti, quando era stato indicato che il bosco sarebbe stato salvaguardato e che l’area di cantiere sarebbe stata ridimensionata.
La richiesta di trasparenza sui cantieri
Per l’Assemblea dei boschi che Resistono, quanto avvenuto dimostrerebbe la necessità di una maggiore chiarezza sui progetti e sulle modalità operative dei cantieri dell’alta velocità.
«Senza una trasparenza reale sui cantieri TAV – spiegano – il territorio e la cittadinanza non hanno alcuno strumento per capire cosa stia succedendo né per verificare il rispetto degli accordi annunciati».
Per questo il gruppo chiede al Comune di Vicenza di garantire un accesso completo e facilmente consultabile alla documentazione relativa ai lavori, pubblicando sul sito istituzionale tutti i documenti relativi al progetto.
Tra le richieste avanzate figurano in particolare la pubblicazione integrale dei protocolli di intesa che regolano i cantieri nel territorio vicentino e del progetto esecutivo aggiornato, che secondo i promotori sarebbe oggi disponibile solo in modo parziale.
Pareri tecnici e cronoprogramma dei lavori
Un altro punto riguarda la pubblicazione dei pareri tecnici degli enti coinvolti, tra cui il Consorzio di bonifica, Viacqua, ARPAV e gli altri soggetti competenti in materia ambientale, idraulica e sanitaria.
Secondo l’Assemblea, rendere pubbliche queste valutazioni permetterebbe di comprendere meglio le prescrizioni ambientali e le verifiche effettuate durante la progettazione e la realizzazione delle opere.
Il gruppo chiede inoltre che venga reso disponibile il cronoprogramma dettagliato dei cantieri relativi all’attraversamento di Vicenza, insieme alle planimetrie e all’organizzazione delle aree di lavoro. L’attenzione riguarda in particolare le zone del Bosco Lanerossi, di via dell’Arsenale e dell’area di Ca’ Alte, così che cittadini e residenti possano conoscere tempi e modalità degli interventi previsti.
Le preoccupazioni sulle sostanze utilizzate
Un ulteriore elemento sollevato riguarda la documentazione tecnica sui materiali impiegati nei cantieri.
L’Assemblea dei boschi che Resistono chiede che vengano pubblicate le schede tecniche delle sostanze utilizzate e tutta la documentazione relativa all’eventuale presenza o uso di PFAS, compreso il PFBA, alla luce della nota contaminazione che interessa una vasta area del territorio veneto.
«In un territorio già segnato dalla più grande contaminazione da PFAS d’Europa – osservano – è necessario rendere pubblici i protocolli di prevenzione del rischio ambientale e consentire verifiche indipendenti».
Tra le proposte avanzate vi è anche la possibilità di consentire campionamenti ambientali indipendenti nelle aree di cantiere per verificare la presenza di eventuali contaminanti nelle matrici ambientali, come acqua e suolo.
La fiducia dei cittadini
Secondo i promotori dell’iniziativa, la vicenda del Bosco Lanerossi dimostrerebbe come possa esistere una distanza tra le comunicazioni pubbliche e quanto avviene concretamente nei cantieri.
«Quando vengono abbattuti centinaia di alberi in pochi giorni – concludono – e quando le aree di cantiere cambiano senza che la documentazione sia facilmente accessibile, la fiducia dei cittadini non può essere data per scontata».
Per questo l’Assemblea dei boschi che Resistono ribadisce la richiesta di trasparenza totale sui cantieri TAV a Vicenza, ritenendo che la difesa dei boschi urbani, della salute pubblica e del diritto dei cittadini a conoscere ciò che accade nel proprio territorio rappresenti una responsabilità collettiva.





































