Pfas, nel Veronese azienda chiede più acqua: Pd interroga la Regione Veneto

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Chiara Luisetto e Anna Maria Bigon, consigliere regionali del Partito Democratico

Le consigliere della Regione Veneto del Pd, Chiara Luisetto e Anna Maria Bigon, hanno presentato una interrogazione alla Giunta sulla richiesta di aumento della derivazione idrica richiesto da Chemviron Italia S.r.l per lo stabilimento di Legnago, nel Veronese.

Secondo le rappresentanti dem si tratta di un aumento di prelievo di acqua “significativo” che “porterebbe la concessione da 55.000 metri cubi all’anno a oltre 173.000 metri cubi annui. Una richiesta che merita chiarezza, soprattutto alla luce delle attività svolte dall’azienda e delle criticità ambientali già emerse negli anni”.

L’azienda – spiegano le consigliere –, opera nella rigenerazione dei carboni attivi utilizzati nei sistemi di filtrazione delle acque, compresi quelli impiegati per la rimozione dei PFAS. “Proprio per questo – affermano Bigon e Luisetto – riteniamo necessario capire quali siano le motivazioni industriali e produttive alla base di questa richiesta e se essa sia collegata a modifiche degli impianti o a un aumento delle attività. Nell’interrogazione, si ricorda inoltre, che un rapporto ARPAV del 2022 – puntualizzano le consigliere – aveva rilevato la presenza di PFAS nei fanghi di depurazione e nelle acque in ingresso e in uscita dal depuratore aziendale.

Un aumento così consistente del prelievo di acqua – sottolineano Bigon e Luisetto –, potrebbe comportare anche variazioni nei volumi di reflui industriali e nelle modalità di gestione degli scarichi. Per questo abbiamo chiesto alla Giunta regionale di chiarire se l’incremento richiesto sia coerente con l’aggiornamento dell’Autorizzazione Integrata Ambientale recentemente rilasciata e se siano previste ulteriori attività di monitoraggio ambientale”.

Le richieste delle consigliere del Pd riguardano anche il monitoraggio della presenza di PFAS nelle acque reflue dell’azienda operante nel Veronese. Si chiede se sia stato effettuato in maniera continuativa “nelle acque fognarie e nelle acque in uscita dagli impianti di depurazione che ricevono tali scarichi. Il tema della contaminazione da PFAS è estremamente delicato per il Veneto e per le comunità locali. Per questo – concludono Bigon e Luisetto – riteniamo fondamentale garantire la massima trasparenza sulle attività industriali che possono avere impatti sulle risorse idriche e sull’ambiente”.