
Confcommercio e Fipe Vicenza chiedono modifiche al progetto di legge sul commercio regionale per la somministrazione non assistita.
Confcommercio e Fipe Vicenza chiedono alla Regione di modificare il progetto di legge sul commercio nella parte dedicata alla somministrazione non assistita. Le associazioni riconoscono aspetti positivi nelle semplificazioni e nelle regole sulle medie strutture, ma contestano la possibilità di applicare obblighi differenti ad attività che operano nello stesso mercato. Gli atti consiliari sono consultabili sul portale del Consiglio regionale del Veneto.
Il presidente provinciale Nicola Piccolo concentra l’attenzione sull’articolo 68. A suo giudizio, l’impresa artigiana con tavoli e sedie potrebbe consentire il consumo sul posto in condizioni simili a bar e ristoranti, senza essere soggetta agli stessi requisiti.
La posizione arriva dopo l’audizione delle categorie economiche in Terza commissione. Il tema interessa direttamente il tessuto economico vicentino, dove pubblici esercizi, artigiani e negozi competono spesso nelle stesse aree urbane.
Progetto di legge sul commercio, i rilievi sulla sicurezza
Gianluca Baratto, presidente di Fipe-Confcommercio Vicenza, sostiene che le attività autorizzate alla somministrazione non assistita non sarebbero sottoposte alle prescrizioni previste dal Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. Questo, secondo l’associazione, limiterebbe alcuni poteri di controllo e sospensione applicabili ai pubblici esercizi.
Le organizzazioni richiamano inoltre requisiti professionali, tutela del consumatore e concorrenza. La differenza di obblighi amministrativi e organizzativi potrebbe creare un’asimmetria tra ristoranti, bar, artigiani e negozi alimentari, ai quali sono già imposti specifici limiti sul consumo sul posto.
Confcommercio Veneto ha presentato modifiche agli articoli contestati e attende l’esame definitivo del progetto di legge sul commercio. Piccolo e Baratto chiedono una disciplina che mantenga le semplificazioni senza indebolire controlli, ordine pubblico e parità di condizioni tra gli operatori.




































