Piano anziani 2025-2027, AISLA: «L’appropriatezza deve diventare concreta per tutti»

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Piano anziani 2025-2027

Sul Piano anziani 2025-2027 AISLA riconosce il valore del percorso partecipativo e chiede risposte appropriate, tempestive e omogenee per la non autosufficienza.

Il Piano anziani 2025-2027, dedicato all’assistenza e alla cura della fragilità e della non autosufficienza, è arrivato nella fase conclusiva verso l’adozione. AISLA ha partecipato all’incontro promosso dal Comitato interministeriale per le politiche in favore della popolazione anziana, presieduto dalla viceministra del Lavoro e delle Politiche sociali Maria Teresa Bellucci. Le attività dell’associazione sono illustrate sul sito ufficiale di AISLA.

Il documento ha già ottenuto l’Intesa in Conferenza Unificata il 10 settembre. Dopo l’adozione da parte del CIPA, il passaggio successivo sarà la programmazione regionale. AISLA riconosce il valore del confronto condotto con le parti sociali e gli enti del Terzo settore e auspica che il metodo partecipativo prosegua durante l’attuazione e il monitoraggio.

Il tema si intreccia con il ruolo quotidiano delle famiglie e con le politiche regionali, come dimostra anche la recente approvazione della legge veneta sui caregiver. Per le persone con SLA, sottolinea l’associazione, la valutazione deve riconoscere l’intensità del bisogno, la possibile rapidità dell’evoluzione clinica e le necessità dell’intero nucleo familiare.

Piano anziani 2025-2027, il nodo della valutazione multidimensionale

Il Piano costruisce il sistema attorno alla Valutazione multidimensionale unificata, alla presa in carico integrata, al Piano assistenziale individualizzato e alla domiciliarità. Centrale è anche il raccordo tra i livelli essenziali delle prestazioni sociali e quelli dell’assistenza sanitaria, affinché la risposta non sia frammentata tra uffici e servizi differenti.

Pina Esposito, segretaria nazionale di AISLA, definisce il risultato importante e atteso. L’associazione concentra l’attenzione sull’articolo 27 del decreto legislativo 29 del 2024, che dovrà disciplinare lo strumento nazionale di valutazione, i criteri di priorità per l’accesso ai Punti unici, la composizione delle unità di valutazione e il raccordo con la riforma della disabilità.

Secondo AISLA, restare a casa richiede una rete capace di integrare servizi sociali, sociosanitari e sanitari, competenze specialistiche, sostegno ai caregiver e tecnologie per l’assistenza a distanza quando appropriate. Il valore del Piano anziani 2025-2027, conclude Esposito, si misurerà nella capacità di trasformare i principi condivisi in interventi accessibili, tempestivi, continui e proporzionati alla complessità.