Alzheimer, Ipab Vicenza avvia sei incontri per familiari e caregiver nelle sue strutture

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Gruppi Abc Alzheimer, incontro per familiari e caregiver

I Gruppi Abc Alzheimer dell’Ipab di Vicenza propongono sei incontri, da ottobre a dicembre, per sostenere familiari e caregiver nella comunicazione con persone affette da demenza.

I Gruppi Abc Alzheimer sono stati avviati dall’Ipab di Vicenza al termine del mese mondiale dedicato alla malattia. Il percorso riguarda i familiari e i caregiver degli ospiti delle strutture Trento, Salvi e Monte Crocetta e prevede appuntamenti con cadenza quindicinale.

L’iniziativa si inserisce nel lavoro già sviluppato dall’ente per le persone anziane e per le patologie neurodegenerative, dopo la riapertura del Centro Diurno O. Trento. Gli incontri vogliono offrire uno spazio in cui condividere esperienze, difficoltà quotidiane e modalità di relazione con i propri cari.

Al centro del progetto c’è l’“Approccio capacitante”, metodo ideato dal professor Pietro Vigorelli dell’Associazione Gruppo Anchise di Milano. La logopedista Marita Bonetto spiega che la scelta delle parole da parte di familiari e caregiver può facilitare il dialogo con una persona smemorata o disorientata.

Gruppi Abc Alzheimer e comunicazione quotidiana

Mara Lago, l’altra logopedista coinvolta, evidenzia che la compromissione cognitiva e linguistica non elimina tutte le competenze della persona. Attraverso ascolto e riconoscimento delle capacità conservate è possibile cercare un punto d’incontro, evitando di chiedere alla persona malata uno sforzo ulteriore.

Il primo incontro informativo ha registrato una partecipazione numerosa e, riferisce l’Ipab, anche le adesioni ai Gruppi Abc Alzheimer hanno mostrato interesse da parte delle famiglie. Il calendario si svilupperà nell’arco di tre mesi, con sei occasioni di confronto e accompagnamento.

Il progetto affianca inoltre la formazione e l’aggiornamento del personale assistenziale e sanitario. L’obiettivo dichiarato è rendere la presa in carico delle persone con demenza più qualificata, attenta e personalizzata, coinvolgendo allo stesso tempo chi le accompagna nella vita quotidiana.

Il sostegno ai caregiver diventa così parte integrante della cura: migliorare la comunicazione può ridurre incomprensioni e tensioni, aiutando familiari e operatori a entrare con maggiore rispetto nel mondo della persona affetta da Alzheimer.