
L’inflazione al 4,2% mette sotto pressione soprattutto le famiglie con figli: Save the Children chiede sostegni capaci di proteggere opportunità educative, culturali e sportive.
L’inflazione e povertà minorile tornano al centro dell’allarme lanciato da Save the Children Italia dopo il dato Istat di settembre, pari al 4,2%. L’organizzazione sottolinea che l’aumento del costo della vita non pesa nello stesso modo su tutti i nuclei familiari e rischia di colpire con maggiore forza bambini e adolescenti. Il tema si collega alle analisi dedicate da ViPiù all’economia e alle famiglie.
Casa, energia, trasporti e alimentazione assorbono una quota crescente del reddito disponibile. Quando le spese essenziali aumentano, le famiglie più fragili sono costrette a comprimere altre voci: attività sportive, esperienze culturali, libri, percorsi educativi e occasioni di socialità. Rinunce che non incidono soltanto sul presente, ma anche sulla crescita e sul benessere dei più giovani.
Inflazione e povertà minorile, la richiesta di interventi
Giorgia D’Errico, direttrice Relazioni istituzionali di Save the Children, chiede che nessun minore debba rinunciare allo sport, alla lettura o a un’attività educativa perché la famiglia non può più sostenerne il costo. «Il punto non è soltanto quanto costa vivere, ma quanto costa crescere», osserva, richiamando la necessità di politiche specifiche contro la povertà minorile.
L’organizzazione invita quindi a monitorare con attenzione gli effetti dell’inflazione sulle famiglie con figli, che destinano una parte consistente delle proprie entrate ai bisogni incomprimibili. L’obiettivo indicato è rafforzare gli strumenti di sostegno per i nuclei vulnerabili prima che le difficoltà economiche producano disuguaglianze durature nelle possibilità di apprendimento, relazione e partecipazione.
Il rapporto tra inflazione e povertà minorile riguarda dunque non solo il potere d’acquisto, ma la qualità delle opportunità offerte ai bambini. Per Save the Children la risposta pubblica deve preservare proprio quelle esperienze che permettono ai più giovani di sviluppare competenze, salute e autonomia.

































