
(Adnkronos) – “Come si fa a ignorare il giudizio degli altri quando ti senti inguardabile?”. “Come posso evitare che il prurito trasformi le mie notti in un incubo?”. “Esiste una correlazione tra quello che mangio e lo stato di salute della mia pelle?”. Sono solo alcune delle domande che scandiscono la quotidianità di chi convive con la dermatite atopica: un fragile equilibrio tra il peso invisibile del pregiudizio sociale e la ricerca costante di strategie pratiche per convivere con la malattia. Proprio a questi interrogativi dà voce, nel mese di settembre dedicato alla sensibilizzazione, il progetto ‘Diari atipici della dermatite atopica’. Promosso dall’azienda farmaceutica Almirall in collaborazione con Andea (Associazione nazionale dermatite atopica), l’iniziativa raccoglie storie di vita vissuta, fotografando una quotidianità che sfugge alla normalità, segnata da variabili come il prurito incontrollabile, i disturbi del sonno e lo stigma sociale. Il progetto nasce proprio per offrire risposte concrete ai circa 3 milioni di italiani che affrontano questa condizione ‘atipica’, appunto.
I ‘Diari atipici’ – informa una nota – rispondono a un’urgenza profonda di ascolto: la dermatite atopica non è soltanto un problema cutaneo, ma una condizione sistemica complessa che incide pesantemente sulla qualità della vita. Spesso, infatti, il quadro clinico si complica per la coesistenza di altre manifestazioni atopiche – come asma, allergie alimentari, rinite e congiuntivite – e richiede ore di impegno quotidiano tra routine di detersione, idratazione e gestione dei tessuti a contatto con la pelle. La malattia incide in modo particolare, dal punto di vista delle relazioni sociali, dell’autostima e del benessere emotivo, sugli adolescenti e i giovani adulti. Il format si sviluppa sul terreno digitale attraverso video Q&A diffusi sui principali social media: i giovani pazienti inviano le loro video-domande più sincere, spesso tralasciate durante le visite mediche, a un team multidisciplinare composto da dermatologi, nutrizionisti e psicologi. Le risposte, confezionate in pillole agili ed efficaci, trasformano le esperienze personali in una risorsa di conoscenza condivisa.
“Con i Diari atipici vogliamo aprire un canale di dialogo privilegiato che vada dritto al cuore dei problemi quotidiani – dichiara Massimo Verdilio, General Manager di Almirall Italia – Il nostro obiettivo è guidare i pazienti verso una presa in carico consapevole, mettendo a loro disposizione non solo competenza clinica, ma anche strumenti per gestire meglio lo stress, l’alimentazione e la routine di cura, trasformando ogni dubbio in un passo verso il benessere”. “Da sempre la nostra missione è essere al fianco di chi convive con la dermatite atopica attraverso un costante impegno di accoglimento, ascolto e guida – commenta Mario Coccioli, presidente di Andea – Il valore aggiunto di questo progetto a cui abbiamo collaborato con entusiasmo è la sua capacità di affrontare temi che spesso non trovano spazio, per costruire una community informata che non si senta sola e che sappia di poter contare su risposte certe e su opzioni terapeutiche moderne”.
Il progetto – si legge nella nota – si avvale del contributo degli specialisti per veicolare un messaggio di autorevolezza e speranza, ricordando che oggi la gestione della dermatite atopica può contare su traguardi terapeutici impensabili fino a pochi anni fa. Rivolgersi a dermatologi esperti e ai centri di riferimento specialistici sul territorio è il primo e fondamentale passo per ottenere un corretto inquadramento diagnostico e un piano di cura mirato.
“La dermatite atopica oggi non deve essere una battaglia combattuta in solitudine – afferma Maddalena Napolitano, responsabile della Uosd di Dermatologia allergologica e Malattie infiammatorie cutanee croniche dell’Aou Federico II di Napoli – Grazie alle terapie biologiche oggi siamo in grado di ottenere un controllo profondo e duraturo dei sintomi, agendo sui meccanismi infiammatori alla base della patologia e migliorando drasticamente il riposo notturno e il benessere generale. Il primo passo è sempre un confronto aperto con lo specialista, senza temere che il prurito o le lesioni siano un destino immutabile: esistono soluzioni per ritrovare la piena libertà di vivere senza compromessi”.
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