Vicenza, “Spacchiamo il silenzio”: flash mob contro femminicidi e violenza

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spacchiamo il silenzio

Sabato 3 ottobre alle 11 piazza Castello, a Vicenza, ospiterà “Spacchiamo il silenzio”, un flash mob promosso dalla Cgil vicentina e dal Coordinamento donne Fisac Veneto contro femminicidi e violenza sulle donne.

Il tema si inserisce nelle attività della Cgil di Vicenza. L’iniziativa vuole trasformare la presenza collettiva nello spazio pubblico in un richiamo alla responsabilità. Gli organizzatori invitano chi partecipa a indossare abiti neri con un dettaglio rosso, segno visibile di dolore, denuncia e vicinanza alle vittime.

Al centro della manifestazione c’è anche il tema delle parole. La violenza, sottolinea la Cgil, non comincia soltanto con un gesto fisico: stereotipi, disprezzo e linguaggi che riducono o colpevolizzano le donne contribuiscono a creare un contesto nel quale le discriminazioni possono radicarsi. Per un quadro collegato, ViPiù ha già raccontato rete vicentina di accoglienza per le donne vittime di violenza in questo approfondimento.

Spacchiamo il silenzio: l’appuntamento in piazza Castello

Giulia Miglioranza, per il Coordinamento donne Fisac Veneto, richiama la necessità di non considerare ogni femminicidio come un episodio isolato. Il flash mob intende perciò unire memoria e azione, chiedendo alle istituzioni e alla società civile un impegno continuativo.

Nel messaggio diffuso per l’appuntamento vengono ricordati i dati nazionali sulle vittime: 96 nel 2025 e già 63 nel corso del 2026. Numeri che, per le promotrici, impongono di tenere alta l’attenzione anche al di fuori delle ricorrenze ufficiali.

La scelta di piazza Castello colloca l’iniziativa nel cuore della città e la rende accessibile a lavoratrici, lavoratori, associazioni e cittadini. Non è prevista una partecipazione riservata: l’invito è rivolto a chiunque voglia esprimere pubblicamente il proprio rifiuto della violenza.

“Spacchiamo il silenzio” punta infine a rafforzare il legame tra prevenzione, educazione e servizi territoriali. Rendere riconoscibili i segnali di abuso e sostenere le reti di ascolto resta, secondo gli organizzatori, un passaggio decisivo per aiutare chi vive situazioni di pericolo.

Il percorso dedicato a Spacchiamo il silenzio mette dunque in relazione informazione, partecipazione e attenzione al territorio.