Trasporto scolastico a Vicenza, Colombara pone cinque domande prima del tavolo del 6 ottobre

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trasporto scolastico a Vicenza
Una situazione di affollamento a fine settembre in Stazione

Sul trasporto scolastico a Vicenza Raffaele Colombara chiede dati, correttivi e tempi certi alla vigilia del confronto tra enti, SVT, scuole e famiglie.

Alla vigilia dell’incontro del 6 ottobre tra Comune, Provincia, Società Vicentina Trasporti, scuole e rappresentanti dei genitori, il consigliere comunale Raffaele Colombara torna sul trasporto scolastico a Vicenza. Il rappresentante del gruppo Per una Grande Vicenza sostiene che le segnalazioni di studenti e famiglie non stiano diminuendo e chiede risposte verificabili sul nuovo assetto del servizio.

Il punto di partenza è il confronto con gli anni precedenti. Secondo Colombara, le difficoltà tipiche delle prime settimane tendevano in passato a ridursi con l’assestamento degli orari; nel 2026, invece, continuerebbero ad arrivare segnalazioni da scuole e territori diversi della provincia. Per questo il consigliere domanda chi abbia verificato, prima dell’avvio dell’anno scolastico, la sostenibilità della riorganizzazione per gli studenti e le loro famiglie.

L’intervento prosegue una discussione già aperta nelle scorse settimane. ViPiù aveva riportato la richiesta di Colombara di superare lo scarico di responsabilità e individuare soluzioni per il trasporto scolastico vicentino. Il tavolo di lunedì viene ora indicato come il momento in cui istituzioni e gestore dovranno misurarsi con dati, correttivi e tempi di attuazione.

Trasporto scolastico a Vicenza, le cinque richieste di Colombara

La prima domanda riguarda il monitoraggio complessivo svolto da SVT: quante segnalazioni siano state ricevute e quali modifiche siano già state introdotte. La seconda si concentra su coincidenze e navette, perché i cambi obbligati e l’allungamento dei tempi di viaggio, riferisce il consigliere, continuerebbero a pesare sull’organizzazione quotidiana.

Il terzo punto riguarda la compatibilità degli orari con la vita scolastica. Colombara chiede se gli studenti possano utilizzare il servizio senza ricorrere sistematicamente a uscite anticipate, lunghe attese o soluzioni alternative organizzate dalle famiglie. Il quarto quesito riguarda invece i dati raccolti dagli istituti sugli spostamenti degli alunni e il modo in cui tali informazioni siano state usate prima dell’entrata in vigore del nuovo modello.

La quinta domanda punta agli interventi concreti: quali saranno, quando verranno attuati e chi ne controllerà l’efficacia. Il consigliere richiama anche le segnalazioni secondo cui i ritardi legati al trasporto potrebbero incidere sul computo della frequenza scolastica a fine anno, un aspetto sul quale chiede un chiarimento specifico.

Nel confronto rientra inoltre la sicurezza nelle aree scolastiche interessate dai maggiori flussi di studenti, già oggetto di una recente interrogazione. Colombara precisa che non sarà presente al tavolo, ma affida pubblicamente le domande ai partecipanti affinché le risposte possano essere verificate. Dopo quasi un mese di scuola, conclude, il nodo non è più accertare l’esistenza dei problemi, bensì capire se il risultato del nuovo trasporto scolastico a Vicenza corrisponda agli impegni assunti verso studenti e famiglie.