
La legge amplia il raggio d’azione della partecipata regionale oltre Europa centro-orientale, Balcani e Mediterraneo, senza nuovi oneri dichiarati per il bilancio regionale.
La riforma di Finest è stata approvata dal Consiglio regionale del Veneto con 30 voti favorevoli e 14 astensioni. La modifica alla legge regionale 38 del 1991 consente alla finanziaria partecipata attraverso Veneto Sviluppo di sostenere le imprese venete anche nei Paesi finora esclusi dal suo perimetro operativo. Il testo e l’attività dell’assemblea sono consultabili sul portale del Consiglio regionale.
Finest era nata per favorire la cooperazione economica e l’internazionalizzazione nel Nordest, con particolare attenzione all’Europa centro-orientale, ai Balcani e al Mediterraneo. Il nuovo quadro estende l’azione al resto del mondo, permettendo di accompagnare investimenti delle imprese del Triveneto attraverso partecipazioni in società estere, finanziamenti e strumenti di private equity e private debt.
L’approvazione conclude il percorso avviato con la proposta regionale per portare Finest sui mercati globali. La legge punta ad adeguare la società ai cambiamenti economici e geopolitici e a offrire alle piccole e medie imprese uno strumento più flessibile per affrontare mercati emergenti e aree con maggiore potenziale di crescita.
Riforma di Finest, ampliamento finanziato senza nuovi oneri regionali
Gli assessori Massimo Bitonci e Filippo Giacinti sottolineano che l’operazione non dovrebbe generare nuovi oneri, presenti o futuri, per il bilancio della Regione. Secondo la Giunta, Veneto Sviluppo, che detiene il 20,44 per cento della partecipata, utilizzerà risorse proprie disponibili, comprese quelle derivanti dal reimpiego di riserve distribuite dalla stessa Finest.
Il disegno di legge, relatore Andrea Tomaello e correlatore Flavio Baldan, prevede un programma di investimenti sostenuto da un aumento di capitale. La nuova operatività dovrà quindi essere tradotta in scelte finanziarie e progetti concreti, mantenendo il collegamento tra la missione pubblica della partecipata e i piani di sviluppo internazionale delle aziende.
Per la Regione, la riforma di Finest rafforza la capacità del sistema veneto di accompagnare le PMI all’estero. Dopo il voto dell’aula, il passaggio decisivo sarà misurare quante imprese accederanno agli strumenti, quali destinazioni saranno privilegiate e quale impatto produrranno gli investimenti sul territorio e sull’occupazione.

































