
Il consigliere regionale del Pd ha chiesto l’interruzione della seduta dopo avere denunciato l’assenza degli assessori e dei capigruppo di maggioranza durante il dibattito.
Il Consiglio Veneto sospeso durante la seduta del 6 ottobre diventa oggetto della protesta di Jonatan Montanariello. Il consigliere del Partito Democratico sostiene che i banchi della Giunta e della maggioranza fossero rimasti vuoti mentre l’aula affrontava provvedimenti rilevanti. Le attività dell’assemblea sono pubblicate sul sito istituzionale del Consiglio regionale.
Montanariello riferisce di avere chiesto chiarimenti e un intervento dei rappresentanti della maggioranza perché assessori e consiglieri tornassero in aula. La richiesta, secondo la ricostruzione diffusa in due comunicati, ha portato alla sospensione dei lavori. La sua critica riguarda soprattutto il rapporto tra presenza istituzionale e qualità del confronto sui temi economici e territoriali.
La contestazione è arrivata nello stesso giorno in cui l’assemblea ha discusso e approvato provvedimenti regionali, fra cui la riforma dell’operatività di Finest. Per l’esponente democratico, proprio l’importanza degli argomenti avrebbe richiesto una partecipazione costante della Giunta e dei capigruppo.
Consiglio Veneto sospeso, Montanariello chiede presenza e confronto
Nel suo intervento, il consigliere afferma che non sia sufficiente partecipare alla fase delle interrogazioni per poi lasciare l’aula. La presenza degli assessori, sostiene, è necessaria per ascoltare le osservazioni delle opposizioni e rispondere nel merito ai rilievi sollevati durante l’esame dei provvedimenti.
La presa di posizione mette al centro anche il rispetto dei ruoli: maggioranza e opposizione hanno funzioni diverse, ma entrambe concorrono al procedimento legislativo e al controllo politico. La sospensione rappresenta quindi, nella lettura di Montanariello, un richiamo alla responsabilità collettiva e non soltanto una protesta procedurale.
Il caso del Consiglio Veneto sospeso viene presentato dal Pd come una questione di trasparenza verso i cittadini. Resta ora da verificare come la maggioranza risponderà alla contestazione e se l’episodio produrrà conseguenze nell’organizzazione delle prossime sedute. I due comunicati esaminati nello stesso run sono stati accorpati perché riportavano la medesima posizione sullo stesso fatto.

































