Export veneto verso gli Usa in ripresa: +5,05%, ma l’agroalimentare resta in difficoltà

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export veneto verso gli Usa

L’analisi della società vicentina Adacta Tax & Legal sui dati Istat rileva un aumento di 84,5 milioni nel secondo trimestre, con una ripresa molto diversa tra i settori.

L’export veneto verso gli Usa è tornato a crescere nel secondo trimestre 2026: +5,05% rispetto allo stesso periodo del 2025, pari a circa 84,5 milioni di euro in più e a un valore complessivo di 1,768 miliardi. Il dato emerge dall’analisi di Adacta Tax & Legal, società di consulenza vicentina, elaborata sulle statistiche del commercio estero diffuse da Istat.

Il recupero arriva dopo un 2025 chiuso con una flessione del 6,51%, equivalente a 464 milioni di euro. Il primo trimestre 2026 era stato condizionato dalla componente straordinaria di navi e imbarcazioni: escludendola, la manifattura regionale aveva registrato un calo del 12,11%. La nuova lettura aggiorna il quadro dell’economia vicentina e veneta in una fase ancora incerta.

Secondo Adacta, l’impatto dei dazi statunitensi è risultato finora meno grave degli scenari più critici formulati nel 2025. Le aliquote effettive sono state più basse, l’entrata in vigore è stata graduale e parte degli ordini è stata anticipata. Una quota dell’aumento dei costi sarebbe stata inoltre assorbita lungo la filiera.

Export veneto verso gli Usa, gioielleria in testa e alimentare in calo

La crescita del secondo trimestre si concentra soprattutto nella gioielleria e nel comparto orafo, in aumento del 52,59%, negli apparecchi elettrici, a +33,76%, e nella gomma-plastica, a +15,28%. Insieme, questi tre settori valgono circa 95 milioni di euro di incremento, più dell’intero saldo positivo trimestrale.

Moda e accessori salgono del 5,73%, mentre macchinari e metalli restano sostanzialmente fermi. L’occhialeria e il medicale attenuano la contrazione al 3,86%. La principale area di difficoltà resta l’agroalimentare, comprese le produzioni vitivinicole: -11,01% nel trimestre e -16,04% nel primo semestre, per circa 77 milioni in meno.

Fabio Bonato, partner di Adacta e responsabile della Service Line Special Situation, parla di una prima inversione di tendenza, ma invita ad attendere i prossimi trimestri. L’ipotesi è che parte dei dazi venga progressivamente sostenuta dal consumatore statunitense nel prezzo finale. L’export veneto verso gli Usa mostra dunque resilienza, ma la ripresa selettiva lascia ancora esposti comparti strategici per il Veneto.