Prezzi delle case in aumento del 4%, Codici avverte: «Rischio speculazione e famiglie in difficoltà»

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prezzi delle case in aumento

L’associazione dei consumatori legge nei dati Istat una crescente distanza tra valori immobiliari e capacità di acquisto, soprattutto per giovani e redditi medi.

I prezzi delle case in aumento continuano a pesare sui bilanci familiari. Nel secondo trimestre 2026 l’indice dei prezzi delle abitazioni è salito del 4% rispetto allo stesso periodo del 2025: +5% per gli immobili nuovi e +3,7% per quelli esistenti. Le compravendite, invece, sono cresciute appena dello 0,1%. I dati completi sul mercato immobiliare sono diffusi da Istat.

L’associazione Codici sottolinea che il rincaro della casa si aggiunge all’aumento delle bollette, dell’energia e delle spese quotidiane. Un’abitazione valutata 250 mila euro, osserva il segretario nazionale Ivano Giacomelli, può costare circa 10 mila euro in più, con effetti sull’importo del mutuo, sugli interessi e sul capitale iniziale necessario. ViPiù aveva già analizzato l’aumento dei valori immobiliari nelle località turistiche.

Il quadro si intreccia con un’inflazione che ad agosto ha raggiunto il 3,3%, trainata soprattutto dai beni energetici. Energia, materiali, trasporti e costi di costruzione possono incidere sui prezzi delle nuove abitazioni, ma l’associazione invita a non attribuire automaticamente alle tensioni internazionali ogni rialzo osservato sul mercato.

Prezzi delle case in aumento, accessibilità e controlli al centro

Per Codici, nelle fasi di instabilità aumenta anche il rischio che costi reali e aspettative vengano usati per giustificare incrementi non proporzionati o poco trasparenti. L’associazione chiede quindi di distinguere tra rincari documentabili e variazioni anomale, rafforzando vigilanza e informazione ai consumatori.

Il nodo principale resta l’accessibilità. Se i valori crescono mentre le compravendite rimangono ferme, il mercato non sta necessariamente riflettendo una maggiore capacità di acquisto. Le famiglie giovani e con redditi medi possono incontrare difficoltà sempre maggiori nel raccogliere l’anticipo, ottenere un finanziamento sostenibile e programmare un investimento di lungo periodo.

Le differenze territoriali confermano un andamento irregolare: secondo i dati richiamati, nel Centro Italia i prezzi aumentano del 5,1%, a Roma del 6,4%, a Torino dell’8,5% e a Milano del 2,4%. Codici invita a segnalare aumenti apparentemente ingiustificati e pratiche contrattuali poco chiare. I prezzi delle case in aumento diventano così non solo un indicatore economico, ma una questione di tutela del diritto all’abitare.