
L’europarlamentare di Fratelli d’Italia interviene dopo l’incontro di Palazzo Festari e attribuisce alla consigliera Cinzia Mannoia un ruolo nel percorso verso Bruxelles.
I fondi europei a Valdagno entrano nel dibattito politico dopo l’incontro “Quali opportunità per il territorio?”, ospitato a Palazzo Festari. Elena Donazzan, europarlamentare di Fratelli d’Italia, ha espresso apprezzamento per il lavoro della consigliera comunale Cinzia Mannoia e per l’attivazione dell’Ufficio Europa, collegato all’accreditamento presso Casa Veneto a Bruxelles.
Secondo Donazzan, la proposta avanzata in Consiglio comunale ha contribuito a rendere più strutturato il rapporto tra la Valle dell’Agno e le opportunità comunitarie. L’obiettivo dichiarato è trasformare i programmi europei in strumenti accessibili a imprese, scuole, giovani, enti locali e realtà del Terzo settore.
Il tema interessa un’area manifatturiera che affronta contemporaneamente innovazione, transizione energetica e necessità di nuove competenze. Il confronto si inserisce nel più ampio dibattito sul rapporto tra fondi europei e sistema produttivo vicentino, dove la qualità dei progetti e la capacità amministrativa incidono sull’effettivo accesso alle risorse.
Fondi europei a Valdagno, il ruolo dell’Ufficio Europa
Un ufficio dedicato può aiutare amministrazioni e soggetti locali a individuare bandi, costruire partenariati e rispettare procedure spesso complesse. L’accreditamento a Casa Veneto offre inoltre un canale istituzionale per seguire più da vicino le politiche dell’Unione e creare relazioni con altri territori.
Donazzan ha rivendicato il contributo degli amministratori di Fratelli d’Italia e ha assicurato sostegno dal Parlamento europeo. La valutazione concreta arriverà però dai progetti candidati, dai finanziamenti ottenuti e dalla loro capacità di produrre servizi, investimenti e occasioni di crescita per la comunità.
I fondi europei a Valdagno diventano così un banco di prova per la collaborazione tra Comune, Regione, rappresentanza europea e tessuto economico. La sfida sarà passare dalla conoscenza delle opportunità alla realizzazione di interventi misurabili per l’intera Valle dell’Agno.

































