
Il Coordinamento dei docenti di Diritti umani propone di riesaminare la disciplina previdenziale della scuola senza classificazioni automatiche.
La pensione dei docenti a 63 anni, con almeno 35 anni di contributi e una significativa anzianità di servizio nell’insegnamento, è la proposta che il Coordinamento nazionale docenti della disciplina Diritti umani sottopone al ministro Giuseppe Valditara. Il CNDDU chiede una valutazione tecnica e attuariale, evitando di presentare la misura come automatica o già finanziata. Le attività del Coordinamento sono illustrate nel sito del CNDDU.
La nota firmata dal presidente Romano Pesavento parte dalle caratteristiche del lavoro scolastico: responsabilità educativa continuativa, gestione delle classi, aggiornamento professionale, rapporti con famiglie e istituzioni e carichi organizzativi che si protraggono per molti anni. Secondo il Coordinamento, questi elementi meritano di entrare nel confronto sulla previdenza del personale docente.
Il tema si collega alle condizioni economiche e professionali già affrontate da ViPiù nell’articolo sulla proposta per il personale scolastico fuori sede. Anche in questo caso il CNDDU sollecita una ricognizione nazionale, dati verificabili e un confronto con i ministeri competenti prima di definire qualsiasi intervento.
Pensione dei docenti a 63 anni, requisiti e sostenibilità da verificare
La proposta indica come possibile riferimento l’uscita a 63 anni per chi abbia maturato almeno 35 anni di contribuzione e una quota consistente di servizio effettivamente svolto nella scuola. Non viene però chiesta un’estensione indifferenziata: l’obiettivo dichiarato è costruire criteri che tengano conto della durata e della continuità dell’attività didattica.
Il Coordinamento precisa inoltre che non intende ricondurre in modo generico l’insegnamento alla categoria dei lavori usuranti. La richiesta è più circoscritta: valutare se la specificità della professione, soprattutto dopo decenni di servizio, possa giustificare una tutela previdenziale dedicata compatibile con l’equilibrio del sistema.
Tra i passaggi suggeriti figurano una rilevazione sull’età media del personale, sugli anni di contribuzione, sui costi stimati e sull’eventuale ricambio generazionale prodotto dalla misura. La pensione dei docenti a 63 anni resterebbe quindi un’ipotesi da sottoporre a istruttoria pubblica e confronto sindacale, con regole trasparenti e coperture definite prima di qualunque decisione normativa.
































