
L’associazione delle strutture accreditate contesta il mancato aumento del 3,68 per cento delle tariffe Drg e avverte sulle conseguenze per servizi e pazienti.
aumento dei Drg nella sanità accreditata: fatti e protagonisti
Acop riferisce che l’adeguamento proposto avrebbe richiesto circa 1,35 miliardi di euro. L’associazione considera insufficiente mantenere tariffe che, a suo giudizio, non riflettono più i costi effettivi delle prestazioni.
Secondo i dati forniti da Acop, il privato accreditato eroga circa il 30 per cento delle prestazioni sanitarie utilizzando il 14 per cento delle risorse complessive destinate al sistema.
L’organizzazione sostiene che le tariffe siano ferme da circa quindici anni, mentre sono aumentati costi di personale, energia, dispositivi, tecnologie e requisiti organizzativi.
Acop collega il tema anche alla mobilità sanitaria: circa 1,3 miliardi di euro l’anno si sposterebbero dalle regioni del Sud verso quelle del Nord insieme ai pazienti in cerca di cure.
La posizione di Acop è quella di una parte interessata e va letta nel confronto più ampio tra sostenibilità della spesa pubblica, remunerazione delle strutture convenzionate e garanzia uniforme dei livelli di assistenza.




































