
Enrico Peterle, segretario regionale di Fimmg Veneto, apre all’intelligenza artificiale capace di liberare tempo clinico, ma respinge una cura mediata soltanto dallo schermo.
intelligenza artificiale nella medicina di famiglia: fatti, protagonisti e posizioni
Peterle è intervenuto alla tavola rotonda sul medico di medicina digitale durante l’85° congresso nazionale Fimmg-Metis, in corso a Villasimius, in Sardegna.
Al confronto hanno partecipato anche Gino Gerosa, assessore regionale alla Sanità del Veneto, e Maria Immacolata Cammarota, direttrice del Consorzio Arsenal.IT.
Il rappresentante dei medici di famiglia considera utile l’automazione di trascrizione, codifica e organizzazione delle informazioni raccolte durante la visita.
Secondo Peterle, questi strumenti possono migliorare la qualità dei dati, ridurre gli errori e restituire al professionista tempo da dedicare all’ascolto del paziente.
L’innovazione, aggiunge, non dovrebbe essere imposta dall’alto senza confronto con chi opera negli ambulatori, perché ogni nuovo sistema può generare anche compiti e responsabilità ulteriori.
Il limite indicato riguarda il modello del “doctor in the pocket”: la tecnologia può sostenere il medico, ma non deve sostituire la relazione personale che resta al centro della cura.




































