
Una nuova comunicazione della Commissione Petizioni richiama le norme europee su acque, habitat e qualità dell’aria mentre si avvicina il giudizio sul ricorso presentato da Silva.
Il caso Silva e diritto UE torna al centro dell’attenzione dopo la comunicazione inviata il 2 ottobre dalla Commissione per le Petizioni del Parlamento europeo al Comitato Tuteliamo la Salute di Montecchio Precalcino. Nel documento, secondo quanto reso noto dal Comitato, viene ricordato che l’obbligo di applicare il diritto dell’Unione ricade anzitutto sulle autorità amministrative e giudiziarie degli Stati membri. Il quadro delle attività della Commissione Petizioni è consultabile sul portale del Parlamento europeo.
La vicenda riguarda il progetto di Silva Srl, società del gruppo Ecoeridania, a Montecchio Precalcino. La petizione del Comitato era stata presentata nell’estate 2025 e dichiarata ricevibile il 15 dicembre; il presidente della Commissione, Bogdan Rzońca, l’aveva poi trasmessa anche alla Commissione Ambiente. Il 25 febbraio 2026 una delegazione vicentina aveva illustrato il caso a Bruxelles, ottenendo il voto unanime per mantenere aperta la petizione. ViPiù aveva già ricostruito il passaggio europeo del caso Silva.
Nel frattempo la Conferenza dei servizi ha espresso parere contrario al progetto, mentre la società ha presentato ricorso al TAR del Veneto. Il 28 settembre la Commissione Petizioni è tornata a esaminare la pratica e pochi giorni dopo ha trasmesso una comunicazione di cinque pagine al Comitato.
Caso Silva e diritto UE: i richiami su acque, habitat e aria
Tra i punti evidenziati figura il compito dei tribunali nazionali di accertare, nei singoli procedimenti, eventuali violazioni delle disposizioni europee. La comunicazione richiama la direttiva quadro sulle acque e la direttiva Habitat, oltre alla giurisprudenza della Corte di giustizia secondo cui, salvo deroghe, l’autorizzazione va negata quando un progetto può deteriorare un corpo idrico superficiale o compromettere il raggiungimento degli obiettivi ambientali previsti.
Un altro passaggio riguarda la protezione dei corpi idrici destinati alla produzione di acqua potabile e la possibilità di istituire zone di salvaguardia. Sul versante della qualità dell’aria, il documento ricorda inoltre le procedure d’infrazione aperte nei confronti dell’Italia e gli obblighi relativi ai valori limite degli inquinanti.
Il Comitato, rappresentato dal portavoce Jacopo Graziani, ha condiviso la comunicazione con gli enti e i Comuni che hanno annunciato la costituzione nel giudizio davanti al TAR. Il caso Silva e diritto UE entra così nella fase giudiziaria con un ulteriore documento istituzionale che richiama le norme europee applicabili, lasciando al tribunale la valutazione sul ricorso e sugli atti amministrativi contestati.


































