
(Adnkronos) – Con l’esercitazione nucleare Steadfast Noon, in programma dal 13 ottobre e ospitata quest’anno dall’Italia, “parrebbe chiaro l’intento di mandare un monito a Putin sulla reattività della Nato, sulle sue capacità di una risposta pronta e determinata a situazioni non altrimenti gestibili. Difficile dire se sia l’atteggiamento giusto o se non sia un altro bidone di benzina sul fuoco. Tutto fa pensare che quest’ultima sia la valutazione corretta e non ce n’era certamente bisogno”, dice all’Adnkronos il generale Leonardo Tricarico, già capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica militare e attuale presidente della Fondazione Icsa.
“Ci risiamo, Bruxelles sceglie una linea comunicativa, i Paesi membri apparentemente un’altra. Finora la Nato e di conseguenza le nazioni avevano privilegiato la via della prudenza anzi dell’invito perentorio a tacere sul nucleare tattico a qualunque costo e con chiunque. Ora lo ostentano. Una linea – rileva Tricarico – evidentemente non concordata con gli alleati che confermerebbe, semmai ve ne fosse stato bisogno, che la concertazione rimane un’illustre sconosciuta, nell’inosservanza evidente di quanto prevede il Trattato, che all’art. 4 incoraggia i Paesi membri a una consultazione collettiva allorquando la sicurezza di uno o più Paesi sia in predicato”.
L’esercitazione, in programma nei prossimi giorni presso alcune basi aeree del Nord Italia, si svolgerà “secondo la programmazione ordinaria e di routine” dell’Alleanza Atlantica e “non è legata a specifiche crisi o agli sviluppi internazionali del momento”, è stato chiarito dallo Stato Maggiore dell’Aeronautica militare.
Si tratta “di un’attività addestrativa annuale e programmata, volta a mantenere la preparazione delle capacità e delle procedure che contribuiscono alla deterrenza e alla difesa dell’Alleanza”. L’esercitazione “rientra nell’ambito della cornice di difesa strategica integrata della Nato, cui l’Italia partecipa in quanto Paese membro dell’Alleanza fin dal 1949”.
L’Italia ha ospitato l’esercitazione già sei volte: nel 2010, nel 2013, nel 2014, nel 2018, nel 2021 e nel 2023. Nell’esercitazione, “pianificata da tempo”, non è previsto “l’impiego di alcun armamento reale: le attività sono esclusivamente finalizzate a verificare procedure, coordinamento e standard di sicurezza tra le forze alleate”.
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