Scavalco Tav a Settecà, Bez (PD): «Il nostro no resta, RFI ascolti tutta la città»

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scavalco Tav a Settecà

Il capogruppo democratico sostiene la posizione del sindaco Possamai e replica all’ex primo cittadino Rucco sulle responsabilità maturate nel 2021.

Giacomo Bez ribadisce il no del gruppo consiliare del Partito Democratico allo scavalco Tav a Settecà e chiede a Rete Ferroviaria Italiana di ascoltare la posizione espressa dalla città. Il capogruppo PD conferma il sostegno al sindaco Giacomo Possamai e alla linea già votata in Consiglio comunale.

La presa di posizione arriva nello stesso confronto aperto sulla scelta dell’Opzione 1 per Vicenza Est, dopo la richiesta dei Civici di una nuova valutazione ambientale e sanitaria. Bez contesta la decisione di RFI di proseguire con lo scavalco in superficie nel quartiere e considera ancora possibile una revisione del progetto.

Il consigliere interviene anche sulle responsabilità politiche richiamate dall’ex sindaco Francesco Rucco. Secondo Bez, un documento ufficiale di RFI dimostrerebbe che nel 2021 la precedente amministrazione comunale era stata informata dello spostamento dello scavalco all’interno del territorio di Vicenza, senza che la progettazione venisse bloccata.

Scavalco Tav a Settecà, il confronto politico

Bez invita l’opposizione cittadina a coinvolgere Regione e Governo, amministrati dalle stesse forze politiche, affinché RFI riconsideri la soluzione scelta. A suo giudizio, la questione non è soltanto tecnica, ma richiede un intervento politico coordinato ai diversi livelli istituzionali.

Un punto centrale della dichiarazione riguarda il finanziamento dell’opera: il capogruppo sottolinea che lo scavalco non risulta ancora finanziato e ritiene quindi esistente uno spazio per modificare il progetto e ridurne l’impatto sul territorio.

Il PD conferma comunque il valore strategico dell’alta capacità ferroviaria. Per Bez, però, i benefici dell’infrastruttura non possono essere ottenuti facendo ricadere conseguenze e disagi in modo eccessivo sui residenti di Settecà e sull’intera zona orientale di Vicenza. La richiesta finale è che RFI riapra il confronto con la città prima di assumere decisioni definitive.