
L’artista vicentina Erika Anoardi partecipa a Gubbio alla collettiva “Cari Maestri” con l’opera “Ciò che resta”, un olio su tela dedicato all’essenziale e alla trasformazione interiore.
Erika Anoardi a Gubbio porta la ricerca di un’artista vicentina dentro il programma culturale legato all’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi. La mostra “Cari Maestri”, inaugurata il 3 ottobre e visitabile fino al 4 novembre 2026, si sviluppa in alcuni luoghi simbolici della città umbra, il cui patrimonio è presentato dal Comune di Gubbio.
Diretto dal professor Giammarco Puntelli, il progetto riunisce maestri storicizzati dell’arte contemporanea italiana e artisti delle nuove generazioni. Il percorso coinvolge la Chiesa di Santa Maria Nuova, la Galleria Taverna dei Capitani di Palazzo dei Consoli e il Museo Diocesano, mettendo in relazione arte, storia e spiritualità. Un dialogo che richiama anche l’attenzione riservata da ViPiù alle esposizioni del territorio, come la recente mostra su Giandomenico Tiepolo a Vicenza.
Anoardi presenta “Ciò che resta”, olio su tela del 2026 di 160 per 155 centimetri. Secondo la lettura proposta nel comunicato della curatrice Marianne Clement, la materia pittorica non costruisce una narrazione descrittiva, ma lascia emergere ciò che permane quando identità, possesso e apparenza vengono progressivamente attraversati e abbandonati.
Erika Anoardi a Gubbio, la pittura come ritorno all’essenziale
Nel contesto francescano di Gubbio, il dipinto assume una risonanza specifica. La povertà viene interpretata non come semplice privazione, ma come ritorno all’essenziale: uno spazio nel quale riconoscere ciò che conserva valore oltre il superfluo. Il titolo dell’opera diventa così una domanda rivolta allo spettatore, senza imporre una risposta definita.
La partecipazione a “Cari Maestri” rappresenta una nuova tappa nel percorso dell’artista vicentina. Anoardi è già presente nel Catalogo dell’Arte Moderna CAM 61 di Editoriale Giorgio Mondadori ed è stata inclusa nel CAM 62; tra le esperienze espositive indicate figura inoltre la London Art Biennale 2025. La sua ricerca affronta il rapporto tra identità, trasformazione e dimensione interiore, affidando alla pittura il compito di rendere visibile ciò che normalmente resta nascosto.
Il progetto artistico è seguito dalla curatrice Marianne Clement, che ne accompagna il percorso critico e la presentazione pubblica. Con questa presenza, Erika Anoardi a Gubbio inserisce una voce vicentina in un confronto nazionale fra generazioni artistiche e nel programma dedicato all’attualità del messaggio francescano.

































