
(Adnkronos) –
I giudici della Corte d’Appello di Milano – sezione Lavoro hanno accolto la richiesta di nullità della sentenza di primo grado chiesta dai legali di Ilaria Salis, eurodeputata di Avs, e così il tribunale dovrà tornare a pronunciarsi sul licenziamento di due ex collaboratori che, lo scorso marzo, si erano visti riconoscere – all’esito di un processo in contumacia – un risarcimento complessivo di circa 300mila euro per essere stati mandati via senza giusta causa.
E’ quanto stabilito dal collegio presieduto da Silvia Marina Ravazzoni all’indomani dell’udienza con cui gli avvocati dell’esponente politica aveva chiesto la nullità del verdetto pronunciato – a dire dei legali – “all’esito di un giudizio instaurato mediante notificazione inesistente”: ci sarebbe stato un solo tentativo dell’ufficiale giudiziario, a fronte di una residenza nota e un indirizzo Pec conosciuto. “La contumacia inconsapevole” avrebbe impedito, per gli avvocati, “di esercitare il proprio diritto di difesa”, ossia evidenziare il “deterioramento del rapporto fiduciario” tra Ilaria Salis e i due ex collaboratori che le hanno fatto causa.
Nella sentenza, visionata dall’Adnkronos, emerge come il collegio “accertata la nullità della notifica del ricorso dichiara la nullità della sentenza del Tribunale di Milano, sezione lavoro” emessa lo scorso marzo, “rimette la causa al primo giudice” e “compensa le spese di lite del doppio grado”.
Nulla in più viene detto sulle motivazioni del verdetto che di fatto accoglie la questione di nullità – relativa alla mancata notifica all’indirizzo dell’europarlamentare di Avs – posta ieri dai difensori di Ilaria Salis, gli avvocati Federico Manfredi e Chiara Romeo.
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