
L’organismo presieduto dall’assessore Massimo Bitonci vuole trasformare il confronto fra Regione, imprese, sindacati e istituzioni in proposte operative.
Il Consiglio generale dell’Economia del Veneto si è insediato martedì 13 ottobre a Palazzo Balbi. Presieduto dall’assessore regionale allo Sviluppo economico Massimo Bitonci, su delega del presidente Alberto Stefani, nasce come sede stabile di ascolto, analisi e proposta sulle questioni che incidono sul sistema produttivo. La composizione e le politiche economiche regionali sono illustrate nel portale della Regione Veneto dedicato alle attività produttive.
L’avvio dell’organismo prosegue il percorso già aperto con il Tavolo regionale per la sburocratizzazione guidato da Bitonci. La Regione indica fra le priorità accesso al credito, semplificazione, innovazione, costi energetici, disponibilità di competenze e passaggio generazionale.
Il quadro di riferimento è quello di un’economia regionale con un Pil superiore ai 201 miliardi di euro nel 2024, circa 415 mila imprese e un export che nel 2025 ha raggiunto gli 80 miliardi. Per il 2026 le stime citate dalla Giunta indicano una crescita dello 0,6 per cento, in un contesto segnato dall’incertezza geopolitica, dalla pressione dei prezzi dell’energia e dalla difficoltà di reperire professionalità adeguate.
Consiglio generale dell’Economia del Veneto, investimenti e semplificazione
Bitonci ha spiegato che il nuovo tavolo non dovrà limitarsi all’analisi, ma individuare priorità condivise e rimuovere gli ostacoli agli investimenti. Attraverso la programmazione Fesr 2021-2027, il Veneto dispone di risorse superiori al miliardo di euro: secondo i dati regionali, gli interventi hanno già sostenuto quasi mille progetti e circa diecimila imprese, generando oltre 520 milioni di euro di investimenti.
Fra gli strumenti finanziari richiamati figura l’iniziativa Basket Bond, sviluppata con Cassa Depositi e Prestiti per mobilitare 50 milioni di euro e ampliare l’accesso delle piccole e medie imprese al mercato dei capitali. Sul versante amministrativo, il precedente confronto con ottanta enti e organizzazioni ha prodotto 251 proposte, dalle procedure dello Sportello unico per le attività produttive agli incentivi, dall’urbanistica alla digitalizzazione.
Alla prima riunione hanno partecipato le principali organizzazioni sindacali e datoriali, insieme ad Abi e Unioncamere. Il banco di prova sarà la capacità di tradurre il dialogo in tempi più brevi, regole comprensibili e strumenti utilizzabili dalle imprese, mantenendo nel confronto anche il tema dell’occupazione e della qualità del lavoro.































