Welfare, Rovere (Poste Italiane): “Responsabilità verso persone che hanno bisogni anche di tipo relazionale”

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(Adnkronos) – “Viviamo in tempi in cui il welfare pubblico è messo molto sotto pressione da tematiche molto evidenti di tipo demografico e anche dalla difficoltà per i bilanci pubblici a far fronte a tutti i bisogni delle persone. Questo responsabilizza molto le aziende a intervenire su temi di welfare che non vanno intesi soltanto con l’approccio alla previdenza, alla sanità, ai bisogni che tipicamente sono coperti dal welfare pubblico, ma si tratta di prendere in carico una responsabilità sempre più importante nei confronti delle persone che hanno bisogni anche di tipo relazionale, hanno bisogno di trovare un migliore equilibrio tra vita lavorativa e vita professionale”. A dirlo, in un’intervista all’Adnkronos/Labitalia, Silvia Maria Rovere, presidente di Poste Italiane, in occasione del Global Welfare Summit 2026, in corso a Roma. 

“Tutto questo – afferma – apre nuove prospettive, ma è anche una sfida importante per l’azienda. E’ una sfida che Poste Italiane coglie pienamente perché è nella propria missione fornire ai cittadini dei servizi che già interpretano il mondo del welfare, perché noi portiamo in tutta Italia, anche nelle aree più remote grazie alla nostra capillarità, servizi previdenziali, servizi assicurativi, servizi bancari. Lo facciamo con una molta attenzione all’inclusione, portando anche quell’educazione finanziaria, quell’educazione previdenziale, quell’educazione all’utilizzo degli strumenti digitali che sono fondamentali per superare tutti i cosiddetti digital divide”.  

“L’abbiamo fatto per esempio – ricorda – durante il Covid, da quando abbiamo, da un lato, costruito la piattaforma per le prenotazioni di vaccini, ma allo stesso modo offerto ai cittadini la possibilità di dotarsi di uno Spid e oggi deteniamo quasi l’80% delle identità digitali. Ma per fare questo molte persone hanno avuto bisogno della collaborazione dei nostri colleghi con uffici postali aperti anche durante il Covid”.  

 

La presidente Silvia Maria Rovere cita poi a favore dei colleghi “il progetto di genitorialità su cui investiamo molto tempo perché per noi è importante far sentire le neomamme come delle risorse”.  

“Mamme – specifica – che non solo non vengono penalizzate per via della maternità, ma che anzi vengono valorizzate perché acquisiscono degli skills superiori che proprio il momento della maternità potenziano. Soft skills utilissimi negli aspetti relazionali con i nostri clienti e, quindi, abbiamo poi dei percorsi dedicati per il rientro alla maternità con il supporto degli altri colleghi per un pieno reinserimento per la ripresa del percorso di carriera”.  

“In Poste Italiane – aggiunge – tutti i nostri dipendenti aderiscono al fondo sanitario integrativo e in più abbiamo messo a disposizione un centro specialistico a Roma che offre delle cure e delle prestazioni di altissimo livello. Quindi cerchiamo di interpretare al meglio la responsabilità del welfare aziendale, ma questo è perfettamente coerente con la missione che da sempre ci porta ad avere questa attitudine di cura e di servizio verso i nostri clienti”. 

 

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