
Il consigliere di Resistere Veneto interviene dopo l’audizione dell’Associazione italiana tutela salute mentale e chiede investimenti strutturali.
La psichiatria in Veneto necessita di un cambio di passo e di risorse certe, secondo Riccardo Szumski. Il consigliere regionale di Resistere Veneto richiama l’esito dell’audizione con l’Associazione italiana tutela salute mentale e contesta una risposta fondata, a suo giudizio, su delibere prive di coperture sufficienti. Il quadro dei servizi è descritto nelle pagine della Regione dedicate alla salute mentale.
Szumski indica come problemi principali il sottofinanziamento, la carenza di personale e l’insufficienza delle strutture. Il tema si collega alle difficoltà più ampie del personale sanitario in Veneto, ma richiede, sostiene il consigliere, interventi specifici per la prevenzione, la presa in carico e la continuità terapeutica.
La critica riguarda la distanza tra gli atti amministrativi e la loro applicazione. Senza professionisti, posti e finanziamenti adeguati, le indicazioni regionali rischiano di non tradursi in servizi effettivamente accessibili per pazienti e famiglie.
Psichiatria in Veneto, la richiesta di personale e programmazione stabile
Il consigliere chiede un piano che definisca fabbisogni, tempi e risorse, superando misure episodiche. Particolare attenzione viene posta alla prevenzione e alla capacità dei servizi territoriali di intervenire prima che le situazioni diventino emergenze.
Secondo Szumski, il lavoro degli operatori è reso più difficile da organici insufficienti e da una domanda in crescita. Il rischio è che i professionisti debbano concentrare le energie sui casi più urgenti, riducendo lo spazio per il monitoraggio e il sostegno continuativo.
La presa di posizione è stata diffusa sia direttamente dall’ufficio stampa del consigliere sia attraverso l’ufficio stampa del Consiglio regionale. I due invii riportano la stessa posizione e vengono quindi considerati un’unica notizia, senza duplicare il contenuto.
Il confronto sulla psichiatria in Veneto passa ora dalla denuncia politica alla verifica delle scelte di bilancio e organizzative. Personale, strutture e continuità assistenziale saranno i criteri con cui valutare se le prossime decisioni regionali produrranno effetti concreti.































