
Il progetto di mobilità scolastica cresce di due linee rispetto allo scorso anno e coinvolge cinque istituti cittadini grazie ai genitori volontari.
Scuol@Bis a Vicenza riparte con sette linee di pedibus e cinque equipaggi di car pooling, coinvolgendo complessivamente 115 alunni. Sono 108 i bambini che raggiungono la scuola a piedi in gruppo e sette gli studenti che condividono l’auto. Informazioni e iscrizioni sono disponibili sul portale del progetto Scuol@Bis.
I servizi interessano le primarie Negri e Pertini e la secondaria di primo grado Scamozzi dell’Istituto comprensivo 3, oltre alle primarie Ghirotti e Prati dell’Istituto comprensivo Vicenza 8. Alla Prati, dopo la sperimentazione dello scorso anno scolastico, sono state strutturate due linee.
L’iniziativa si inserisce nel lavoro del Comune sull’accessibilità degli edifici e sulla sicurezza degli spostamenti, affiancando gli interventi per i fronti scolastici di Vicenza. Le adesioni restano aperte anche durante l’anno.
Scuol@Bis a Vicenza, come funzionano i servizi
Il pedibus è un autobus umano: gruppi di bambini percorrono insieme il tragitto casa-scuola, accompagnati da adulti volontari, seguendo fermate e orari prestabiliti. Il car pooling scolastico consente invece alle famiglie di organizzarsi per condividere l’auto, riducendo il numero di veicoli davanti agli istituti.
L’assessore alla mobilità Cristiano Spiller sottolinea che il progetto punta a favorire spostamenti sostenibili, attività fisica e autonomia dei ragazzi. La dimensione collettiva può inoltre rafforzare la socialità tra le famiglie e rendere più ordinati gli accessi nelle ore di punta.
L’organizzazione è curata da Agenda 21 Consulting, società specializzata in smart mobility, che ha analizzato i bisogni degli istituti e progettato le linee. Il funzionamento quotidiano dipende però soprattutto dalla disponibilità dei genitori che accompagnano i gruppi.
Scuol@Bis a Vicenza cresce rispetto alla precedente edizione, ma resta un servizio in costruzione. Nuove adesioni possono ampliare gli equipaggi e rendere più stabile la copertura, con effetti attesi sulla sicurezza, sul traffico e sulla qualità dell’aria nelle aree scolastiche.





























