Completamento della Tangenziale di Vicenza, il Comitato Albera scrive a Salvini

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Completamento della Tangenziale di Vicenza e Bretella dell'Albera

Il Comitato Albera chiede al ministro Matteo Salvini di intervenire sul completamento della Tangenziale di Vicenza, che secondo i firmatari è fermo da 40 mesi.

Il completamento della Tangenziale di Vicenza torna al centro di una lettera inviata al ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini dal Comitato Albera “Per la Vita. La città nuova Vicenza 2030”. Giovanni Battista Rolando e Fiorenzo Donadello chiedono al titolare del dicastero di verificare lo stato dell’opera affidata ad Anas, rimuovere gli ostacoli burocratici e rendere pubbliche informazioni aggiornate sull’avanzamento dei lavori.

La nuova iniziativa segue le precedenti richieste del territorio sulla Bretella dell’Albera ancora incompiuta. Nella lettera il Comitato ricorda che il primo tratto, lungo 5,3 chilometri tra viale del Sole e località Moracchino, è stato aperto il 19 giugno 2023. Resterebbero da completare 1,6 chilometri verso est e un collegamento di circa 370 metri dallo svincolo nord della strada provinciale 46 all’ingresso della base Del Din.

I firmatari ricostruiscono anche il percorso amministrativo: l’opera fu inserita nella legge di stabilità del 2014, mentre l’appalto integrato venne assegnato nel gennaio 2017. La consegna dei lavori risale al marzo 2018 e il cronoprogramma originario, osserva il Comitato, indicava giugno 2020 come termine. La richiesta al ministro riguarda quindi sia i tempi sia la disponibilità delle risorse stanziate, comprese quelle destinate agli espropri e alle opere di mitigazione ambientale.

Completamento della Tangenziale di Vicenza, sicurezza e traffico

Il documento lega il ritardo alle condizioni della viabilità nei quartieri occidentali. Richiama dati Anas del 2014 che stimavano un traffico giornaliero medio superiore a 41 mila veicoli, con una presenza significativa di mezzi pesanti. Per Rolando e Donadello la conclusione dell’arteria ridurrebbe transiti impropri, rumore e inquinamento lungo viale del Sole, strada Pasubio e le aree residenziali vicine.

La lettera cita inoltre le valutazioni sanitarie e di sicurezza formulate negli anni da Ulss e Polizia locale e sollecita la realizzazione delle fasce vegetali previste dal capitolato. Siepi, alberature e dune avrebbero la funzione di barriera antirumore e antinquinamento lungo il tracciato e in prossimità degli svincoli.

Il Comitato non chiede soltanto una nuova scadenza, ma un quadro pubblico sullo stato di avanzamento, sulle risorse ancora disponibili e sulle responsabilità operative. L’obiettivo indicato è arrivare a un’intesa tra ministero, Regione, Provincia, Comuni e concessionari, evitando che il confronto istituzionale si trasformi in un ulteriore rinvio per un’infrastruttura considerata prioritaria per Vicenza e il territorio circostante.