
La federazione provinciale critica l’iniziativa dei leghisti sullo scavalco del Montone e sollecita un confronto con quartieri, associazioni e tecnici.
Sulla TAV a est di Vicenza interviene Rifondazione Comunista, che giudica tardiva l’iniziativa della Lega per approfondire il progetto e chiede alla giunta Possamai di convocare un’assemblea pubblica cittadina. La presa di posizione riguarda in particolare il cosiddetto scavalco del Montone, una delle opere previste nel tratto orientale, e richiama le conseguenze urbanistiche e ambientali sui quartieri attraversati. Il quadro tecnico generale è quello del potenziamento ferroviario tra Verona e Padova illustrato da RFI.
La federazione provinciale replica all’incontro che la senatrice Mara Bizzotto, il consigliere comunale Marco Dalla Negra e il segretario cittadino della Lega Matteo Zotta Zentile hanno avuto con il ministro e vicepremier Matteo Salvini. I tre esponenti avevano annunciato la volontà di confrontarsi anche con i tecnici di RFI per esaminare ragioni progettuali ed effetti sui quartieri. L’iniziativa era stata illustrata nel dibattito sul terzo lotto della TAV a Vicenza e sull’incontro con Salvini.
TAV a est di Vicenza, la richiesta di confronto con la città
Rifondazione sostiene che l’approfondimento arrivi dopo decenni di decisioni politiche e progettuali. Nel comunicato il partito attribuisce responsabilità sia alle maggioranze di centrodestra sia a quelle di centrosinistra che, nel tempo, hanno sostenuto l’opera. Per la segreteria provinciale, presentare oggi lo studio degli aspetti tecnici come una novità non risponde alle preoccupazioni maturate nei quartieri interessati.
La proposta è una convocazione urgente promossa dall’amministrazione comunale, con la partecipazione dei comitati di quartiere, delle associazioni ambientaliste, dei tecnici di RFI e del presidente della Regione Veneto Alberto Stefani. L’obiettivo dichiarato è ottenere risposte chiare sui tracciati, sugli impatti e sulle possibili soluzioni, riportando il confronto in una sede pubblica e trasparente.
La nota insiste sulla necessità di ascoltare direttamente i residenti e di non limitare la discussione agli incontri tra rappresentanti politici e soggetti tecnici. Secondo Rifondazione, il futuro urbanistico della città e dei quartieri coinvolti richiede informazioni accessibili, tempi definiti e la possibilità di valutare nel merito le scelte previste.
Il nuovo intervento conferma quanto il tratto orientale resti uno dei nodi più contestati dell’infrastruttura. La TAV a est di Vicenza torna così al centro dello scontro politico, mentre cresce la richiesta di un confronto che metta sullo stesso tavolo amministrazioni, progettisti, associazioni e cittadini.

































