
Il sindacato ha formalizzato l’azione legale a sostegno di una lavoratrice allontanata dopo un’assenza legata alle condizioni della madre. Le accuse all’azienda sono attribuite alla Fiom.
La Fiom Cgil di Belluno ha impugnato il licenziamento alla Epta di Limana e porterà il caso davanti al giudice. Secondo il comunicato sindacale, il provvedimento riguarda una lavoratrice, indicata con il nome Liliana, alla quale l’azienda avrebbe contestato un’assenza mentre si trovava accanto alla madre gravemente malata.
La Fiom considera la decisione ingiustificata e sproporzionata. Questa valutazione appartiene al sindacato: sarà il procedimento giudiziario a esaminare i fatti, le contestazioni aziendali e la legittimità del licenziamento. La nota non riporta una replica di Epta alle dichiarazioni diffuse il 19 ottobre.
Stefano Bona, segretario generale della Fiom bellunese, afferma che l’organizzazione avrebbe atteso un confronto e un ripensamento da parte dell’impresa. Il sindacato riferisce di non aver ricevuto risposte e motiva così la scelta di procedere per vie legali.
Licenziamento alla Epta di Limana, l’iniziativa della Fiom
Bona collega la vicenda al rapporto tra lavoro, responsabilità di cura e fragilità familiari. Nella sua presa di posizione sostiene che una persona non dovrebbe essere costretta a scegliere tra il posto di lavoro e l’assistenza a un familiare malato. Anche questo giudizio è attribuito al rappresentante sindacale.
La Fiom annuncia inoltre che valuterà ulteriori iniziative di mobilitazione e protesta. L’organizzazione intende sostenere la lavoratrice sia sul piano sindacale sia in sede legale, chiedendo che vengano accertate le ragioni del provvedimento e le circostanze dell’assenza contestata.
La vertenza si aggiunge alle questioni affrontate dalla Fiom Belluno nello stabilimento Epta di Limana. Il quadro nazionale dei diritti e delle tutele sul lavoro è illustrato anche nei canali ufficiali della Fiom Cgil. Ogni responsabilità e la fondatezza delle rispettive posizioni saranno valutate nelle sedi giudiziarie e sindacali legalmente competenti.



























