
Il coordinamento ha depositato un’istanza al giudice dell’udienza preliminare sul procedimento per la contaminazione collegata ai lavori della Superstrada Pedemontana Veneta.
PFBA e Pedemontana tornano al centro del confronto giudiziario a Vicenza. Il Coordinamento Veneto Pedemontana Alternativa ha chiesto al giudice dell’udienza preliminare di essere riconosciuto come persona offesa e di poter intervenire nel procedimento che riguarda la contaminazione da sostanze perfluoroalchiliche collegata ai cantieri della Superstrada Pedemontana Veneta.
L’istanza è stata depositata il 12 ottobre dall’avvocato Carmine Mazzola per CoVePA e per il vicepresidente Massimo Maria Follesa. Il coordinamento sostiene di non avere ricevuto comunicazione dell’udienza preliminare del 6 ottobre e chiede quindi che sia valutato il proprio ruolo nel procedimento.
La vicenda riguarda la documentazione ambientale esaminata da Ispra e le segnalazioni presentate negli anni agli organi competenti. Sul rapporto tra cantieri, terre di scavo e contaminazione da PFAS si era già aperto un confronto pubblico sulla Pedemontana Veneta.
PFBA e Pedemontana, le richieste del coordinamento
Follesa ricorda una prima segnalazione inoltrata il 15 ottobre 2021 al Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri di Treviso e una seconda denuncia trasmessa il 27 dicembre 2023 al Ministero dell’Ambiente. CoVePA afferma che una relazione Ispra del luglio 2025 avrebbe ripreso parte degli elementi segnalati e richiamato l’ipotesi di un danno ambientale esteso.
Il coordinamento domanda che venga chiarita la diffusione delle sostanze nelle acque superficiali e sotterranee e che siano valutate tutte le possibili conseguenze per l’ambiente e la salute. Chiede inoltre perché, nella ricostruzione accusatoria finora conosciuta, non figurino ipotesi più gravi come disastro ambientale o avvelenamento delle acque.
La richiesta di costituzione di parte civile non anticipa l’esito del procedimento, che resta affidato all’autorità giudiziaria. Serve però a definire chi possa partecipare formalmente e far valere un eventuale danno. Per CoVePA, la propria attività di denuncia e monitoraggio rende diretto il legame con i fatti oggetto dell’inchiesta.
Il passaggio davanti al giudice dovrà ora stabilire se l’associazione e Follesa possano assumere la qualifica richiesta. La controversia su PFBA e Pedemontana continua così sul piano processuale, mentre rimangono aperte le domande sull’estensione della contaminazione e sulle responsabilità.
































