
Il consigliere regionale di AVS critica la risposta della Giunta sull’affidamento dei materiali scolastici per studenti ciechi e ipovedenti del Vicentino.
I testi in Braille dell’ULSS 8 tornano al centro del confronto politico dopo la risposta dell’assessora Paola Roma all’interrogazione di Carlo Cunegato. Il capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra contesta l’affidamento al minor prezzo del servizio per l’anno scolastico 2026-2027 e, soprattutto, la sua definizione come prestazione standardizzata.
La procedura, in vigore dal primo luglio 2026 al 30 aprile 2027, riguarda l’adattamento dei libri destinati agli studenti ciechi e ipovedenti del Vicentino. Secondo Cunegato, la trasformazione di un testo non consiste in una traduzione uguale per tutti, ma richiede conoscenza dell’alunno, dialogo con gli insegnanti e capacità di scegliere priorità didattiche.
Il servizio rientra nelle competenze dell’ULSS 8 Berica. Sullo stesso affidamento era già intervenuta Chiara Luisetto, denunciando i rischi dell’appalto per la disabilità visiva e chiedendo garanzie sulla qualità.
Testi in Braille dell’ULSS 8, personalizzazione e lavoro
Cunegato sostiene che l’adattamento debba seguire punti di forza e difficoltà di ogni studente. Le professioniste che accompagnano i ragazzi durante l’anno conoscono programmi, docenti e strumenti già utilizzati: separare la produzione dei materiali dal percorso educativo rischia, nella sua valutazione, di ridurre continuità ed efficacia.
La presa di posizione riguarda anche le condizioni di lavoro. Gli incarichi degli operatori della disabilità sensoriale non coprono sempre dodici mensilità e l’attività estiva di adattamento dei testi contribuiva alla continuità del reddito. Esternalizzare quella fase può quindi favorire la perdita di competenze già presenti nel territorio.
La risposta della Giunta difende la regolarità dell’affidamento e la classificazione adottata. Il dissenso politico si concentra però sulla scelta qualitativa: un servizio può rispettare le procedure amministrative e, nello stesso tempo, essere giudicato insufficiente rispetto alle esigenze educative individuali.
Per Cunegato, i testi in Braille dell’ULSS 8 non possono essere trattati come un prodotto seriale. La richiesta è di rivedere il modello, ascoltare scuole, famiglie e professionisti e verificare che il risparmio economico non riduca il diritto allo studio degli alunni con disabilità visiva.





























