
Il Coordinamento nazionale docenti dei Diritti umani chiede un piano anticipato con operatori ferroviari, aerei e del trasporto su gomma.
Un sistema di tariffe bloccate per i docenti fuori sede nei giorni dei rientri natalizi: è la proposta avanzata dal Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei Diritti umani al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara e al Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti.
L’associazione chiede accordi con compagnie ferroviarie, aeree e del trasporto su gomma per mettere a disposizione posti a prezzo predeterminato nei periodi di maggiore mobilità. L’obiettivo è intervenire prima dell’aumento stagionale della domanda, sfruttando la prevedibilità del calendario scolastico.
Le competenze e i servizi nazionali sulla mobilità sono illustrati dal Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti. Il tema si collega al dibattito sui rincari dei viaggi nei periodi di maggiore richiesta.
Tariffe bloccate per i docenti fuori sede, come funzionerebbe il piano
Secondo il CNDDU, molti lavoratori della scuola sostengono già spese per alloggio e permanenza lontano dalla residenza. Il rientro durante le festività aggiunge un costo concentrato in pochi giorni, soprattutto per chi ha una retribuzione iniziale o un incarico a tempo determinato.
La sospensione delle lezioni viene stabilita con largo anticipo e consentirebbe di individuare le finestre nelle quali si concentra la domanda. Il piano dovrebbe prevedere convenzioni, criteri di accesso trasparenti e contingenti di biglietti adeguati, evitando che l’agevolazione resti limitata a pochi posti.
La proposta indica come prioritarie le direttrici con i maggiori flussi di mobilità lavorativa, senza escludere le località meno servite. Proprio dove le alternative sono ridotte, osserva il Coordinamento, il costo del viaggio può incidere maggiormente sul bilancio personale.
Dal punto di vista economico, il meccanismo sarebbe selettivo e non imporrebbe un blocco generalizzato delle tariffe. Eventuali compensazioni agli operatori dovrebbero essere subordinate alla disponibilità delle risorse pubbliche e a una quantificazione preventiva degli oneri.
Il presidente Romano Pesavento chiede l’avvio tempestivo di un confronto interministeriale e con le aziende interessate. L’ipotesi delle tariffe bloccate per i docenti fuori sede resta al momento una proposta: per diventare operativa servirebbero accordi, coperture e modalità verificabili di accesso.
































