Thiene, arrestato il presunto autore di sedici furti ai distributori automatici locali

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Carabinieri di Thiene contro i furti ai distributori automatici

I Carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare: contestati sedici colpi o tentativi compiuti nel Vicentino.

I furti ai distributori automatici avvenuti in aziende, circoli ed esercizi commerciali del Vicentino tra metà maggio e i primi giorni di settembre hanno portato all’arresto di un quarantenne straniero senza fissa dimora. I militari della Compagnia di Thiene hanno eseguito il 22 ottobre un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari di Vicenza. L’operazione rientra nell’attività di controllo svolta dall’Arma dei Carabinieri sul territorio.

Secondo la ricostruzione investigativa, all’uomo vengono attribuiti complessivamente sedici episodi, tra furti consumati e tentati. Gli accessi sarebbero avvenuti forzando porte o finestre con strumenti da scasso; una volta all’interno, l’obiettivo sarebbe stato il denaro custodito nei distributori automatici e nei registratori di cassa.

Gli accertamenti hanno preso in esame le immagini dei sistemi di videosorveglianza, che avrebbero consentito di individuare elementi ricorrenti nell’abbigliamento e nella bicicletta utilizzata per gli spostamenti. Un precedente controllo, eseguito in agosto, aveva permesso di trovare alcuni capi ritenuti compatibili con quelli ripresi dalle telecamere. L’indagine si inserisce nel quadro dei recenti interventi contro i reati predatori nell’area di Thiene.

Furti ai distributori automatici, le contestazioni

La misura cautelare è stata richiesta dopo la raccolta degli elementi relativi ai diversi episodi e dopo che, riferiscono i Carabinieri, la precedente misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria non avrebbe impedito la prosecuzione delle condotte contestate. Il quarantenne è stato rintracciato e accompagnato in carcere, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Le attività investigative hanno riguardato più comuni della provincia e sono state coordinate dalla Procura di Vicenza. Il numero degli episodi contestati descrive una sequenza distribuita nell’arco di diversi mesi, con modalità considerate simili dagli investigatori: spostamenti in bicicletta, ingresso negli immobili in orario notturno e ricerca di contanti facilmente accessibili.

Il provvedimento cautelare non equivale a una condanna. La responsabilità dell’indagato dovrà essere accertata nel processo e vale, fino a sentenza definitiva, la presunzione di innocenza. Gli elementi illustrati dai Carabinieri rappresentano quindi la tesi accusatoria nella fase delle indagini preliminari.