
(Adnkronos) – “In Italia, ogni anno, si registrano circa 55mila nuovi casi di tumore al seno, una malattia che colpisce quasi esclusivamente le donne. Di questi casi, circa 35mila sono tumori sensibili agli ormoni, in particolare agli estrogeni. Per almeno 15mila donne con questa forma di tumore, il rischio che la malattia si ripresenti è moderato o elevato, anche a distanza di 20 o 30 anni dalla diagnosi. Oggi, però, sono disponibili nuove terapie che possono ridurre questo rischio e aumentare le possibilità di guarigione”. Lo ha detto Michelino De Laurentiis, direttore del Dipartimento di Oncologia senologica e toraco-polmonare, Istituto nazionale Tumori Irccs Fondazione G. Pascale di Napoli al congresso 2026 della European Society for Medical Oncology in corso a Madrid.
Tra le novità presentate all’Esmo, “ci sono i risultati aggiornati dello studio ‘Natalee’, che ha valutato l’efficacia di ribociclib, un farmaco che agisce sulle proteine coinvolte nella crescita e nella moltiplicazione delle cellule tumorali. Aggiunto alla terapia ormonale, trattamento di riferimento per queste pazienti, il ribociclib – spiega De Laurentiis – viene somministrato per i primi tre anni di cura”. I risultati aggiornati dello studio, secondo quanto illustrato in apertura dei lavori, “mostrano che questa combinazione non solo riduce il rischio che il tumore si ripresenti nel tempo, ma potrebbe anche diminuire il rischio di morire a causa della malattia” aggiunge l’oncologo.
Per De Laurentiis “è un risultato straordinario, che aspettavamo da alcuni anni. I dati precedenti dello studio ‘Natalee’ avevano già dimostrato la capacità del ribociclib di ridurre il rischio di recidiva, cioè la ricomparsa del tumore”. I “nuovi risultati rafforzano queste evidenze, indicando un possibile beneficio anche sulla sopravvivenza delle pazienti e sulle loro possibilità di guarigione a lungo termine”, conclude.
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