Disordini e giovani, Stefani ringrazia la Digos: “La violenza non oscuri le idee”

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Disordini e giovani, Palazzo Balbi sede della Regione Veneto
Palazzo Balbi (Venice)

Il presidente della Regione Veneto interviene dopo le perquisizioni in 18 città e richiama la distinzione tra protesta pacifica e comportamenti criminali.

Sui disordini e giovani il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani ringrazia la Digos per il lavoro di prevenzione e afferma che la violenza di pochi non può diventare l’immagine di un’intera generazione. Le dichiarazioni sono state diffuse dall’ufficio stampa della Regione Veneto dopo le attività investigative svolte in 18 città italiane.

Secondo i dati riferiti dalla Regione, le persone identificate sono circa cento, tra cui 51 minorenni. L’intervento arriva dopo i disordini del 17 e 18 ottobre e richiama la necessità di tutelare il diritto alla protesta senza accettare saccheggi, danneggiamenti o intimidazioni. Il tema della prevenzione si lega anche alle misure territoriali adottate per garantire la sicurezza nelle città venete.

Disordini e giovani, il richiamo alla prevenzione

Stefani sostiene che un’attività investigativa tempestiva possa impedire che minacce e progetti violenti si trasformino in fatti. Il presidente ribadisce che la libertà di manifestare è un diritto fondamentale, ma non può diventare una copertura per condotte criminali.

Un passaggio specifico riguarda Padova, dove la Digos ha svolto attività preventive nei confronti di undici giovani, otto dei quali minorenni. Le indagini avrebbero fatto emergere conversazioni sui social relative a possibili danneggiamenti e saccheggi ai danni di esercizi commerciali del centro storico, in vista di due cortei.

Il presidente ha ringraziato il questore Marco Odorisio e gli agenti impegnati nelle verifiche, sottolineando il valore particolare della prevenzione quando sono coinvolti minorenni. Per Stefani, difendere la legalità significa anche evitare che ragazzi molto giovani intraprendano percorsi capaci di condizionare il loro futuro. Il messaggio conclusivo sui disordini e giovani separa quindi con nettezza la libertà di esprimere dissenso dalla scelta della violenza.