
I Carabinieri hanno eseguito un ordine della Procura di Genova nei confronti di un sessantanovenne residente nel Vicentino per fatti risalenti al 2015.
Un provvedimento di detenzione per traffico illecito di rifiuti è stato eseguito a Montecchio Maggiore dai Carabinieri della Compagnia di Valdagno. Il destinatario è un uomo di 69 anni, cittadino ghanese residente in città, che deve scontare una pena di cinque mesi. Informazioni generali sull’attività dell’Arma in materia ambientale sono disponibili nella sezione dedicata alla tutela forestale e ambientale dei Carabinieri.
L’esecuzione è avvenuta martedì 20 ottobre sulla base di un ordine emesso dall’autorità giudiziaria genovese. I reati indicati nel comunicato riguardano una spedizione illecita di rifiuti e il falso ideologico. I fatti sono avvenuti in Liguria nel 2015 e sarebbero collegati ad attività di importazione ed esportazione.
Il contrasto ai reati ambientali ha ricadute concrete anche per le comunità locali, chiamate a tutelare territorio e filiere regolari. Nel Vicentino il tema è stato affrontato anche attraverso i controlli descritti nell’articolo sulle indagini economiche contro il traffico di rifiuti.
Detenzione per traffico illecito di rifiuti, l’esecuzione della pena
Dopo gli accertamenti necessari, i militari hanno notificato il provvedimento e accompagnato l’uomo presso la sua abitazione, dove sconterà la pena in regime di detenzione domiciliare. La misura consente l’esecuzione della condanna fuori dal carcere, nel rispetto delle prescrizioni stabilite dall’autorità competente.
La nota non fornisce ulteriori dettagli sul procedimento originario, sulle quantità di materiale interessate o sui Paesi coinvolti. Per questa ragione non è possibile attribuire al caso dimensioni diverse da quelle indicate nel provvedimento: cinque mesi di pena per condotte risalenti a undici anni fa.
L’intervento dei Carabinieri di Valdagno conclude la fase esecutiva dell’ordine trasmesso dalla Procura. La detenzione per traffico illecito di rifiuti riguarda quindi una condanna già pronunciata, mentre restano fermi i diritti della persona rispetto alle modalità di esecuzione e agli eventuali rimedi previsti dall’ordinamento.
































