A Pavia voce alle donne in camice con Lei.Scienza

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(Adnkronos) – Voce alle donne in camice con 'Lei.Scienza', evento inaugurale del ciclo 'Semi di scienza' promosso dall'università degli Studi di Pavia. In occasione dell'International Day of Women and Girls in Science 2026, mercoledì 11 febbraio l'ateneo organizza una giornata dedicata alla responsabilità della ricerca nel dialogo con la società. "Le voci delle scienziate pavesi accompagnano una riflessione su pratiche, scelte e linguaggi della ricerca, valorizzando lo sguardo femminile come chiave di lettura del rapporto tra scienza e cittadinanza", è il senso dell'incontro aperto a studenti, cittadinanza e comunità scientifica. L'obiettivo – si legge sul sito di UniPv – è quello di dare visibilità ai percorsi di ricerca, alle pratiche quotidiane del fare scienza e alle esperienze professionali di ricercatrici afferenti all'università e agli altri enti di ricerca del territorio pavese.  
I lavori della mattinata, dedicata al tema 'Ricerca, responsabilità e fiducia', si svolgeranno nell'Aula magna dell'università di Pavia dalle 10 alle 13. Dopo i saluti istituzionali (rettore, prorettorato alla Ricerca e Comune di Pavia), Rossella Nappi dell'ateneo terrà un intervento su 'Lo sguardo femminile tra rigore scientifico, scelte professionali e dialogo con la società'. Seguiranno un dialogo con il pubblico e la tavola rotonda 'Pratiche, linguaggi e scelte quotidiane delle scienziate nel rapporto tra ricerca e società', con Chiara Aimè (Infn), Valentina Bambini (Iuss), Elena Calandra (UniPv), Ilaria Canobbio (UniPv) ed Erminia Bressi (Fondazione Cnao). Dopo lo spazio 'Seminare dialogo tra scienza e cittadini' (Orto botanico dell'università), i lavori del pomeriggio, dalle 15 alle 18, si sposteranno in Aula Foscolo per descrivere 'Il lavoro quotidiano della ricerca'. Un mini-talk sul 'Dietro le quinte della scienza al femminile – Storie, scelte, passioni' ospiterà le voci di Micol Avenali (Irccs Mondino), Susanna Bandi (UniPv), Stefania Corvò (UniPv), Cristina Lanni (UniPv), Sarah Nazzari (UniPv), Chiara Paganini (Irccs San Matteo), Franca Scocozza (UniPv) e Annalisa Schiepatti (Irccs Maugeri). Quindi il citizen dialogue 'Ricerca, fiducia e aspettative', e in conclusione l'accensione delle luci nei cortili del Rettorato e in luoghi simbolo della città per 'Rendere visibile l'impegno della ricerca'.  'Pavia. Semi di scienza' – spiega l'università pavese – punta a rafforzare la valorizzazione della ricerca dell'ateneo in tutte le sue forme e discipline, promuovendo una relazione più strutturata e continuativa con il territorio. L'iniziativa si inserisce tra le azioni di public engagement e di terza missione dell'ateneo e desidera rendere più visibile e riconoscibile la ricerca, valorizzare le persone che la producono e rafforzare il dialogo tra università, sistema della ricerca sanitaria e cittadinanza. Il progetto riflette la visione dell'ateneo: la ricerca come esperienza umana, interdisciplinare e responsabile, orientata al dialogo con il territorio. Al centro la persona – come ricercatore, cittadino, studente – e la convinzione che la conoscenza generi valore solo quando diventa relazione, dialogo e condivisione. Fare ricerca oggi significa abitare la complessità, intrecciare saperi e restituire alla società i frutti della conoscenza attraverso linguaggi accessibili e relazioni di fiducia, seguendo tre principi guida. Ascolto e partecipazione: la cittadinanza come interlocutore attivo, non semplice spettatore; interdisciplinarità: la ricerca come incontro di linguaggi, competenze e sensibilità differenti; sostenibilità e continuità: ogni evento come seme che lascia tracce permanenti, fisiche e culturali, nel tessuto della comunità. Il programma del ciclo di eventi si articola in tre appuntamenti simbolici che compongono un racconto unitario della ricerca come esperienza di crescita collettiva e di responsabilità verso la società. Tre atti che trasformano l'università di Pavia in un laboratorio permanente di cittadinanza scientifica: seminare per accendere la curiosità e aprire nuovi spazi di incontro; curare per far crescere la conoscenza insieme, nella città; raccogliere per restituire valore rendendo visibile l'impatto della scienza sulla vita delle persone. Il focus sulla dimensione femminile rappresenta il primo 'seme' del ciclo e apre a una valorizzazione più ampia e trasversale della ricerca nel corso dell'anno con la Notte della ricerca (settembre 2026), durante la quale la ricerca esce negli spazi urbani e diventa esperienza condivisa, e la Giornata della ricerca (dicembre 2026), nella quale la scienza restituisce all'intera comunità i frutti dell'anno.  'Pavia. Semi di scienza' nasce da un gesto semplice – donare un seme – e diventa un patto di fiducia tra università e città. Ogni seme consegnato, ogni parola raccolta, ogni luce accesa diventa parte di una memoria comune che cresce nel tempo. La ricerca, così, torna alle sue radici: un atto collettivo di cura, conoscenza e bellezza condivisa. Un modo per dire che la scienza cresce solo se la si coltiva insieme. 
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