Tra gli sport nazionali più praticati in Italia e per i quali ci qualifichiamo sempre almeno per le finali dei Campionati del Mondo ci sono i “concorsi ad personam”, che nel caso i predestinati siano più di uno diventano “ad personas”. Ora è più che noto che a Venezia la faccia da “padrone” col supporto della sua maggioranza, anche per operazioni immobiliari e di affari denunciate come da “conflitto di interessi” da Report (qui il servizio di lunedì 11 giugno su Rai3), il sindaco Luigi Brugnaro, che si difende, però, a spada tratta da ogni accusa, più o meno velata, ricordando di aver affidato la sua azienda a un “blind trust” (affidamento fiduciario cieco della gestione) di cui la rubrica Rai contesta la reale cecità.

Il fondatore dell’agenzia per il lavoro Umana (ora fattura circa 600 milioni di euro come Umana holding, che raggruppa una dozzina di aziende operative nei servizi, nella manifattura, nell’edilizia e nell’agricoltura), prima di scoprire la vocazione politica che lo ha portato a diventare, con i voti del centro destra, il primo cittadino del comune metropolitano è stato anche presidente di Confindustria Venezia e presidente della Reyer Venezia (club storico di basket maschile e ora anche femminile di A1) di cui è tuttora proprietario.

E proprio a Venezia e per il suo Comune si sono svolte le prove scritte del “Bando di concorso pubblico per titoli ed esami per il conferimento di n. 3 posti di “Istruttore direttivo amministrativo – addetto Ufficio stampa” – categoria D1” (qui il bando).

Al concorso sono stati ammessi 210 iscritti all’Ordine dei giornalisti come professioniti o pubblicisti, che hanno sostenuto da bando due prove scritte (una a “crocette”, l’altra pratica) in cui bisognava raggiungere almeno quota 21/30 su ciascuna.
A queste prove, preliminari alla prova orale finale, hanno partecipato anche alcuni giornalisti di testate giornalistiche vicentine, oltre a tre addette stampa del Comune di Vicenza.

Ora è risaputo che il sindaco Brugnaro non ami molto la categoria, soprattutto dopo l’inchiesta di Report e specialmente se solleva dubbi sul suo operato, ma appare “strano” che dei 210 colleghi che hanno sostenuto le prove scritte la commissione comunale di valutazione del concorso ne abbia bocciati ben 207 ed ammesso alla prova orale solo tre.

Ciò appare ancora più strano se i posti a bando erano… tre, a meno che il Consiglio dell’Ordine non ammetta di avere tra le sue fila almeno 207 somari.

«“Una trasmissione vigliacca, fasulla. E’ un film veramente infame secondo me che non fa onore al giornalismo corretto, che invece per fortuna in Italia esiste”. Con queste parole il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, ha commentato il servizio di Report…».

Così iniziava l’articolo (buonista?) col titolo «Brugnaro si scaglia contro il servizio di Report: “E’ stato un film veramente infame”» su VeneziaToday (network Citynews) diretto da Gabriele Vattolo che è anche collaboratore Ansa per Venezia.

E Vattolo, un puro caso di certo considerando il valore del collega che collabora anche con l’Ansa per Venezia, è tra i tre ammessi all’orale per… tre posti insieme a Daniele Lettig, che pure lui, oltre che con l’AGL (Agenzia giornali locali) del Gruppo editoriale GEDI (La Nuova Venezia), lavora per l’agenzia ANSA, e Stefano Buda, che, indovinate con chi collabora? Ma con l’Ansa, ovviamente…

Sia ben chiaro che nessuno, e tantomeno chi scrive, obietta sulla professionalità dei solo tre prescelti, per la prova orale per tre posti, tra i 210 candidati iscritti all’ordine, molti, però, almeno altrettanto bravi colleghi di media vicentini e veneti oltre che di altri uffici stampa, come quello di Vicenza, che facciamo fatica a pensare che non si siano guadagnati nessuno neanche quel modesto 21/30 che dava diritto all’orale in cui di sicuro poi sarebbero emersi i tre più bravi ora già noti.

Ma se solo tre, tutti targati Ansa e/o media locali di Venezia, sono quelli ritenuti degni di partecipare all’orale dalla commissione di concorso del Comune metropolitano di Venezia ammistrato da Brugnaro, beh allora delle due l’una: o io sono somaro più dei 207 bocciati con cui mi accomuna l’esercizio quotidiano della nostra difficile professione o il sindaco da blind trust deve essere molto soddisfatto che la sua commissione abbia scovato, senza cecità alcuna, gli unici tre colleghi che dalle parti di Venezia fanno “onore al giornalismo corretto, che invece per fortuna in Italia esiste“.

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Giovanni Coviello (nato l'8-12-1950), dopo aver affiancato al lavoro di marketing e comunicazione da imprenditore nel mondo dell'informatica e dopo essere stato anche responsabile editoriale dell'inserto mensile di Pc Week e free lance del mensile Espansione di Mondador dal 1993 al 1994, è il fondatore e direttore responsabile di ViPiu.it, nata come testata cartacea VicenzaPiù il 25 febbraio 2006, poi cresciuta dal 2008 con la sua versione web, che ha integralmente sostituito quella cartacea dal 1° gennaio 2016, e che, da due anni, ha assunto la denominazione attuale, non connotata geograficamente, a significare che il quotidiano web indipendente si occupa di notizie e approfondimenti su u Vicenza/Veneto/Italia/Borghi d'Italia/Europa/Mondo. Dopo un'iniziale esperienza da ingegnere elettronico come ricercatore volontario universitario a Roma (1976) e il servizio militare in Marina Militare come ufficiale di complemento (Accademia di Livorno, 1976-78) ha maturato varie esperienze di vertice, nazionali e internazionali, nel settore dell'informatica (1978-1993), ha ricoperto cariche in Confindustria Roma e Apindustria Vicenza, quindi si è occupato di marketing e gestione sportiva di vertice (volley femminile di A1 a Roma e Vicenza) anche da vice presidente della Lega di Pallavolo Femminile di serie A, è stato direttore editoriale di un inserto di marketing internazionale su Pc Week (Mondadori Informatica), collaboratore di Espansione (Mondadori), per poi concentrarsi direttamente dal 2008 sulle edizioni giornalistiche. È giornalista professionista da gennaio 2020, ha curato vari libri e pubblicato direttamente, tra questi, “Vicenza. La città sbancata”, “BPVi. Bugie Popolari Vicentine”, “BPVi. Risparmiatori ingannati. L’azione di (ir)responsabiltà”, “Roi, la fondazione demolita”. "Babca Popolare di Vicenza. La cronaca del processo"