Agsm-Aim diventa Magis: è scontro sul metodo. Rucco: “Il Consiglio comunale non è un orpello”

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Agsm Aim Magis

Il processo di rebranding della multiutility Agsm-Aim, che assumerà la nuova denominazione “Magis”, accende il dibattito politico sull’asse Verona-Vicenza. Se nella città scaligera la commissione bilancio ha già dato il via libera al cambio di brand (con 22 voti favorevoli e 12 astensioni del centrodestra), a Vicenza la questione solleva interrogativi non tanto sul merito, quanto sul metodo e sul rispetto delle prerogative democratiche.

Nella seduta veronese di lunedì 16 febbraio, il sindaco Damiano Tommasi, insieme al presidente Magis Federico Testa e al consigliere delegato Alessandro Russo, ha illustrato il nuovo nome, ottenendo il passaggio necessario per il voto in Consiglio comunale previsto per dopodomani.

Tuttavia, le opposizioni veronesi non hanno risparmiato critiche: Maria Fiore Adami (FdI) ha definito “inopportuna” la diffusione della notizia prima del voto consiliare, mentre Nicolò Zavarise (Lega) ha chiesto se il cambio nome preluda a nuove alleanze. Sul punto, Tommasi ha aperto a possibili riflessioni nel Nordest, citando realtà come Ascopiave e Dolomiti.

A Vicenza, dove non ci sono obblighi statutari municipali, la discussione approderà la settimana prossima. Sulla vicenda è intervenuto con decisione Francesco Rucco, già sindaco di Vicenza all’epoca della fusione e oggi consigliere di minoranza nel capoluogo berico e vicepresidente del Consiglio regionale.

“Il cambio di denominazione in ‘Magis’ può essere una conseguenza naturale del percorso di fusione. Nessuno mette in discussione il merito della scelta. Ciò che invece deve essere chiarito con assoluta trasparenza è il metodo con cui si è arrivati a questa decisione“, ha esordito Rucco. Il leader dell’opposizione berica pone l’accento sulla legittimità procedurale: “Occorre inoltre chiarire se, alla luce dello Statuto comunale e delle norme che regolano il rapporto tra Comune e società partecipate, il coinvolgimento del Consiglio comunale fosse un passaggio dovuto. Perché, se così fosse, non saremmo di fronte a una semplice svista procedurale, ma a una violazione delle prerogative statutarie del Consiglio comunale”.

Per Rucco, il rischio è quello di un “grave svuotamento” del ruolo dell’aula: “Le polemiche emerse a Verona rendono queste domande ancora più urgenti. Una decisione di questa portata, se assunta senza il necessario passaggio consiliare, configurerebbe un grave svuotamento del ruolo dell’assemblea elettiva, chiamata a rappresentare direttamente i cittadini di Vicenza, non può essere considerata un orpello né un fastidio da aggirare. Il sindaco ha doveri precisi nei suoi confronti e non può considerarlo bypassabile per semplificare le operazioni o accelerare i tempi”.

In chiusura, l’ex sindaco ribadisce il valore identitario dell’azienda: “AIM, oggi parte di un grande gruppo industriale, resta un patrimonio della città. Le decisioni che ne riguardano identità e indirizzo strategico devono passare dal Consiglio comunale, sempre. Le scorciatoie non rendono più efficiente la politica: la rendono più debole. Su questo l’Amministrazione è chiamata a fare piena chiarezza”.