“Aiuto sono in blocco!” Come superare le paure degli esami universitari: ce lo spiega la psicologa Sabrina Germi

352
Sabrina Germi, psicologa
Sabrina Germi, psicologa

(Articolo su come superare la paura degli esami universitari della psicologa Sabrina Germi su Vicenza Più Viva n. 2 ottobre-novembre 2023 , sul web per gli abbonati tutti i numeri, ndr).

“Buongiorno dottoressa, mi chiamo Silvia e ho 24 anni. Sono iscritta alla facoltà di filosofia e sono al primo anno fuori corso. Mi ritrovo a dover gestire un blocco nei confronti dell’ultimo esame, e sto rischiando perfino il secondo anno fuori corso. Mi sento pressata quando i mei genitori, gli amici o il fidanzato mi parlano dell’università. Mi sento non capita. Ma onestamente non capisco nemmeno me stessa, perché non mi impegno come in passato e non riesco a capire come mai sono finita in questo baratro. È come se improvvisamente mi mancassero gli stimoli e gli obiettivi.
Obiettivamente questo è l’esame più complicato. Ci sono giorni in cui non combino nulla, rimango intere giornate davanti al libro ad evidenziare, avendo poi la sensazione di
non ricordare nulla, oppure perdo tempo sul cellulare. Mi mette l’ansia solo l’idea di provarlo. Infatti, non l’ho mai provato, perché ritengo di non essere assolutamente all’altezza. È passato un anno ormai, continuo a pensare di aver bisogno di ancora più tempo, ma al tempo stesso non mi impegno con costanza. Cosa mi consiglia?”

ansia da esami
ansia da esami

Cara Silvia,
mi sembra di capire che le tue difficoltà di studio non riguardano le capacità cognitive (apprendimento, memoria, intelligenza) o motivazionali, ma sono riconducibili a delle strategie disfunzionali utilizzate nell’affrontare lo studio e la performance scolastica. Essere bloccati non vuol dire essere incapaci! Sei consapevole di essere in blocco, certo, anche se non sai come ci sei finita. Il primo segnale, che qualcosa non va, è proprio la riduzione del numero di esami preparati. Pian piano il ritmo cala, prima ci scappa un esame, poi due, poi tre, così come cala anche la velocità nello studio in sé, le sessioni di studio giornaliere si trascinano e si diluiscono, come se, improvvisamente, ci si ritrovasse in una piscina piena di melassa appiccicosa.
Ci muoviamo al rallentatore, trovano mille scuse, mille giustificazioni perfettamente logiche e razionali: la difficoltà dell’esame, il periodo difficile, un po’ di stanchezza, la materia che non ci piace,… ma sotto sotto lo sai che c’è qualcosa di più, come tu stessa scrivi, l’entusiasmo del primo anno di università si sta spegnendo e stai viaggiando con il freno a mano tirato. Il secondo segnale è la procrastinazione. Le sessioni di studio si rimandano, e all’esame non ci si presenta e via così, finché si arriva al rifiuto totale, all’impossibilità quasi fisica di sedersi di fronte al libro, come sta accadendo a te, una sensazione sgradevole che rende lo studio insopportabile. Il terzo elemento di questo graduale puzzle del blocco è l’insorgenza di sintomi e segnali psicofisici negativi, come ad esempio: insonnia o, al contrario, sonno perenne, mal di testa, ansia, agitazione, spossatezza continua, pensieri negativi, fame nervosa, difficoltà a seguire le proprie passioni o vivere la socialità. Il blocco pian piano presenta il conto da pagare: salatissimo.
Ma nascondere la testa sotto la sabbia non è affatto una buona idea. Fatta questa premessa Silvia, vediamo come puoi uscirne.
L’errore più grande che si possa fare quando si è di fronte a un blocco, è quello di tenerlo per sé. Il tuo chiedere aiuto non è una debolezza, è una prova di carattere. Nella tua lettera scrivi: “rimango intere giornate davanti al libro ad evidenziare, avendo poi la sensazione di non ricordare nulla”, hai ragione, perché è un metodo inefficace! È preferibile passare dall’attenzione per i dettagli ad una visione d’insieme.
Adotta tecniche di sintesi, di organizzazione concettuale e di memorizzazione, con: parole chiave, schemi (con 5 o al massimo 7 rami principali da cui articolare altri concetti), mappe concettuali, ti consentiranno di ri-orientare i tuoi sforzi verso un’organizzazione più efficace delle conoscenze. L’obiettivo – riprendendo la famosa frase di Einstein, secondo cui «non si può dire di aver capito una cosa sino a quando non si è in grado di spiegarla alla nonna» – è quello di creare alternanza tra complessità e semplicità.
Studiare meglio ti permetterà di allontanare la frustrazione, ti darà sicurezza e controllo totale sul percorso di preparazione. E non è poco! Ma vediamo ora gli aspetti più importanti.

esami universitari
esami universitari

In questo momento Silvia stai evitando l’esame, ti proteggi e eviti di soffrire sul momento, ma così facendo aumenti la paura, se domani la tua paura è pari a 10, al prossimo esame la paura sarà pari a 20, così da aumentare ogni volta di più e da impedirti di continuare a studiare. Ti convincerai sempre più di essere una persona incapace a studiare e a realizzare cose buone. Solo se ti presenti all’esame chiudi un circolo vizioso tra ansia e bassa autostima, che ti inchioda nello stallo. Cerca poi, di dedicare un tempo “limitato” allo studio. Pensare che più studi e più aumenterai la probabilità che l’esame andrà bene,
è controproducente e stressante. Quantità non determina qualità, obbligati a studiare solo per una limitata finestra temporale, per poi fare tutt’altro nel restante tempo. Trasforma l’obbligo in opportunità! Da ultimo, cura l’alimentazione e il sonno, pianifica lo studio in modo da non dover ricorrere a sessioni matte e disperate, elimina le distrazioni: evita di usare film e serie tv per non pensare, silenzia il tuo cellulare o spegnilo, mettendolo in un cassetto (lontano da te). Secondo alcuni ricercatori dell’Università del Texas a Austin la semplice presenza dello smartphone vicino a noi riduce la nostra capacità cognitiva del 20%, anche quando il telefono è spento. La mente cosciente si sforza di non pensare allo smartphone, ma in questa fatica utilizza risorse cognitive. Il consiglio, quindi, non può essere che uno: lontano dagli occhi, lontano dal cervello!
Come tanti ragazzi che hanno superato questo blocco anche tu sei in grado di riuscirci. L’esame universitario non è un metro del tuo valore personale, misura solo la tua preparazione su un determinato argomento.
Qualora continuassi a sentirti bloccata ti consiglio di rivolgerti ad uno psicologo ad orientamento breve strategico, che ti aiuterà, in tempi ragionevoli, ad uscire dalla stagnazione e a trovare strategie personalizzate per superare le difficoltà. In fondo, imparare a cavarsela a scuola è forse l’investimento più prezioso che possiamo fare: perché nella vita, si sa, gli esami non finiscono mai! I miei migliori auguri.

Un caro saluto

Tutti i contenuti presenti in questa pagina hanno lo scopo di diffondere la cultura e l’informazione psicologica. Non possiedono alcuna funzione diagnostica e non possono sostituirsi in alcun modo ad un consulto specialistico.