Al Museo della Grappa Poli di Bassano ci si immerge nella storia della Distilleria e nell’arte dei grappaioli

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L'esterno del Museo della Grappa Poli
L'esterno del Museo della Grappa Poli

(Articolo da VicenzaPiù Viva n. 7, sul web per gli abbonati tutti i numeri, ndr).

Un percorso didattico racconta le attrezzature usate per distillare la grappa e la storia aziendale di famiglia.

A pochi passi e di fronte al noto Ponte degli Alpini o Ponte Vecchio a Bassano del Grappa, si trova la Distilleria Poli, con all’interno il Museo della Grappa Poli e uno shop. Già dall’esterno si rimane affascinati dalla facciata del palazzo del ‘400 e dall’ingresso con un enorme distillatore di grappa. Appena giunti sotto il portico, si rimane sorpresi dalla panchina con la statua in ferro di Giobatta Poli, fondatore delle Distillerie Poli nel 1898. Un cartello indica di toccare il cappello della statua di Giobatta perché porterebbe fortuna! E anche di farsi una foto ricordo con la statua del fondatore!

Fra grandi apparecchi per distillare la grappa, si entra nel Museo della Grappa Poli. Con 150mila visitatori annui, le due sedi del Poli Museo della Grappa (l’altra sede si trova a Schiavon) sono fra i musei d’impresa più visitati d’Italia. Inaugurato nel 1993 da Jacopo e Cristina Poli, spinti dal desiderio di far conoscere il sapere ed il sapore del più rinomato distillato italiano.

Le ampolle all'interno del Museo della Grappa
Le ampolle all’interno del Museo della Grappa

Il percorso didattico

In uno spazio raccolto e suggestivo, vengono presentate la attrezzature per fare la grappa e la sua storia. Nella prima sala, grazie a ricostruzioni di apparecchi distillatori e grazie all’esposizione di documenti a stampa si possono ripercorrere le origini e l’evoluzione dell’arte della distillazione nel tempo: dagli alchimisti intenti a scoprire l’elixir di lunga vita, ai medici rinascimentali che distillavano erbe e fiori per fini farmaceutici, agli acquavitai veneziani che nel 1600 producevano acqueviti per uso voluttuario. Nella seconda sala, per mezzo di illustrazioni, alambicchi e strumenti per la produzione della Grappa, sono descritte le sue origini, le caratteristiche della materia prima – la vinaccia, i diversi metodi di distillazione ed i motivi che rendono questo distillato italiano un prodotto unico al mondo.

Nella terza sala si può vedere un video sulla produzione della Grappa. Nella quarta sala è esposta la più ampia e completa collezione di Grappe mignon conosciute in Italia. Esposizione completata da una collezione di bottiglie di rare Grappe d’epoca risalenti alla prima metà del Novecento. Trovano inoltre spazio gli “Olfattometri”, due speciali apparecchi che permettono ai visitatori di annusare venti distillati differenti e di indicarne i principali descrittori olfattivi in una scheda da consegnare al personale del Museo.

Gli erogatori del profumo delle grappe
Gli erogatori del profumo delle grappe

Nella quinta sala si trova lo show room Poli. I proventi della vendita dei distillati e dei prodotti Poli sono destinati ad approfondire la ricerca storica sull’arte della distillazione e sulle origini della Grappa.

Una storia aziendale di famiglia

L’azienda nasce nel 1898 grazie al fondatore Giobatta Poli, bisnonno dell’attuale proprietario Jacopo. Giobatta era un uomo che prima produceva cappelli di paglia, ma aveva una grande passione per la grappa. Costruì così una piccola distilleria montata su un carretto e andò per case a distillare vinacce.

Le bottigliette di grappe Poli
Le bottigliette di grappe Poli

Il figlio Giovanni (nonno di Jacopo), ricavò un impianto di distillazione, modificando la vaporiera a legna di una locomotiva. Giovanni amava circondarsi di persone colte: alla sua tavola, la domenica, c’erano sempre Don Giovanni Toniolo e il Dottor Tegon. Insieme leggevano e discutevano “Il Popolo” e “L’Unità”.

Fu succeduto da Toni Poli (Padre di Jacopo). Fu lui a modificare nel 1956 l’impianto di distillazione originario che viene usato ancora oggi. “Nelle sue mani la grappa si trasformava come una crisalide diventa farfalla- afferma il figlio Jacopo-. Era un uomo di profonda umanità, troppo nobile per essere un buon affarista. Da lui ho imparato che chi vuole vincere deve soffrire.

Infine è arrivato Jacopo, l’attuale titolare che, con i suoi fratelli Giampaolo, Barbara e Andrea, porta avanti una tradizione e un obiettivo: “far capire e apprezzare la fatica- afferma Jacopo-, la tenacia, ma soprattutto l’amore racchiuso in un distillato, un amore totale per la propria arte, per il proprio mondo, un amore senza il quale nessun risultato sarà mai possibile”.

Jacopo Poli in cartone nella distilleria
Jacopo Poli in cartone nella distilleria