
Ha ripreso a pieno ritmo ieri la Scuola del lunedì dei Ferrovieri, dopo la pausa per le vacanze natalizie: in via Rismondo 2 presso la Biblioteca La Locomotiva la sala era gremita a tal punto che è stato necessario predisporre ulteriori sedie. Il primo incontro proposto per gennaio ha avuto ospite Elisabetta Bartuli, presentata dal coordinatore della scuola Daniele Bernardini.
Nata a Il Cairo da madre egiziana e padre vicentino originario del Tormeno, Elisabetta è arabista e traduttrice di letteratura araba contemporanea, oltre che insegnante alla Scuola Superiore di Mediatori linguistici di Vicenza, dove è docente anche al master di traduzione letteraria dall’arabo. La scelta di averla come ospite nasce dalla volontà di ascoltare un racconto della Palestina diverso da quello che attualmente ci viene proposto quotidianamente, e provando a scoprire questa terra attraverso scrittori che con i loro libri hanno saputo condividere un pensiero e narrare la storia del Paese.
Bartuli, giunta in Italia quando era molto piccola, ha scelto di imparare l’arabo studiandolo all’Università Ca’ Foscari di Venezia e in seguito a Il Cairo e a Beirut, inseguendo il sogno di diventare traduttrice e nel tentativo di portare nel nostro Paese i testi dei grandi autori arabi che qui non arrivavano.

“Dopo il 7 ottobre 2023 i miei pensieri si sono confusi, perché sentivo dire delle cose che non stavano né in cielo né in terra rispetto a quello che sapevo io. Durante un incontro a Bologna per presentare un articolo scritto sulla letteratura palestinese, il pubblico, per sostenere le proprie posizioni, citava autori israeliani. Allora mi sono chiesta se il mio lavoro non fosse stato abbastanza, nonostante per trent’anni mi sia occupata di traduzione di autori palestinesi, nessuno ne parlava” afferma Bartuli. Da quel momento ha iniziato a ricercare letture fatte in un tempo lontano, libri e scrittori del suo passato che il pubblico italiano non conosceva, nonostante fossero già state tradotti nella nostra lingua.
Tra questi, ha riletto “La lingua dell’altro” volume che contiene il colloquio tenutosi ad Amman nel febbraio del 1996 tra Mahmud Darwish, autore palestinese, e la traduttrice israeliana Helit Yeshurun: si tratta di una delle interviste più lunghe mai rilasciate da Darwish a un giornale letterario israeliano, in cui l’autore scioglieva alcuni nodi della questione tra i due Paesi.
“Abbiamo la sfortuna di avere come nemico Israele che ha così tanti sostenitori nel mondo, e abbiamo la fortuna di avere come nemico Israele perché gli ebrei sono al centro del mondo […]. L’interesse internazionale verso la questione palestinese è un riflesso dell’interesse internazionale verso la questione ebraica”, cito dal libro tradotto (solamente) nel 2024.
Pensiamo al fatto che di quella letteratura, dall’arabo all’italiano sono state tradotte circa 400 opere, ma chi di noi ricorda qualche titolo?
E’ necessario, secondo la traduttrice, creare un immaginario condiviso collettivo: ciascuno di noi, attraverso la lettura di libri, dovrebbe arrivare a modificare il proprio pensiero verso il popolo arabo, così come in passato è stato possibile fare per altri popoli, come gli indiani grazie al volume “I figli della mezzanotte” (Salman Rushdie, 1981) o “Cent’anni di solitudine” (Gabriel García Márquez, 1967) per l’America latina.
Nel suo lavoro, Elisabetta ha potuto incontrare e divulgare una faccia del popolo palestinese poco conosciuta perché offuscata dai fatti di cronaca che si sono susseguiti negli anni. La produzione letteraria di autori quali Mahud Darwish, Nasser Abu Srour, etc… le ha permesso di entrare nella quotidianità del popolo, di avere un’idea meno “esotica” di quella gente che sembra così distante dagli Occidentali, di conoscere da vicino i luoghi in cui le storie sono ambientate.
Dopo due ore di intervento, Elisabetta Bartuli ci ha lasciato con un monito: aprire la mente grazie alla lettura e conoscere la popolazione palestinese con la sua sensibilità e le sue aspirazioni.
Appuntamento ora a lunedì 19 gennaio con uno sguardo alla sostenibilità e all’ambiente attraverso la voce di Marco Mina che proporrà un intervento a tema “Il futuro delle foreste: rischi e adattamenti dei nostri boschi contro il cambiamento climatico”.
Gli interventi della scuola del lunedì sono visibili qui.




























