Alla vigilia della Giornata della Memoria, la Scuola del lunedì racconta il tema della Shoah con Tono Galla

Giornalista e autore del libro “L'erede: una storia ebraica", ha ripercorso le vicende di tre generazioni di ebrei levantini

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Tono Galla racconta "L’erede. Una storia ebraica" alla Scuola del lunedì, con le domande di Daniele Bernardini
Alla vigilia della Giornata della Memoria, la Scuola del lunedì ha trattato il tema della diaspora del popolo ebraico e la tragedia della Shoah all’interno del suo appuntamento settimanale che si è tenuto ieri presso la Biblioteca La Locomotiva (via Rismondo, 2) ai Ferrovieri.
Protagonista dell’incontro Tono Galla, giornalista, in passato corrispondente dell’Avanti, collaboratore per Veneto sette, Speciale Nordest e per il Diario di Venezia-Mestre, e ufficio stampa della Regione Veneto. Come scrittore ha esordito con “L’ingrandimento” (2017), pubblicando poi “Destinatario sconosciuto” (2019), “Omega” (2023) – tutti Robin Edizioni – e “L’erede: una storia ebraica” per Ronzani Editore.
Di quest’ultimo libro, Galla ha portato alcune copie alla Scuola, il cui incasso ricavato dalla vendita è confluito nel fondo cassa della realtà culturale dei Ferrovieri.
Il volume pubblicato nel 2024 è stato il pretesto per ricordare a tutti di non dimenticare: sullo sfondo della grande Storia vengono narrate le vicende della famiglia Samodiani, ebrei sefarditi che conducono il lettore attraverso i secoli, dalla Salonicco della belle époque, passando per la Trieste asburgica, fino ad arrivare alla Berlino del Terzo Reich.
Con una proposta in apertura dell’incontro, suggerita dal coordinatore della Scuola, Daniele Bernardini: cercare di capire cosa significa per gli appartenenti al popolo ebraico smettere di esser considerati degli esseri umani e vedere calpestati i propri valori e la propria storia. “Noi come Scuola crediamo in un valore: il rispetto della dignità delle persone; per questo portiamo avanti la cultura, anche attraverso questi appuntamenti, quella che rende liberi e rende gli uomini degni di essere su questa Terra” ha dichiarato Bernardini durante la presentazione dell’ospite.
La storia raccontata nel libro è una vicenda di fantasia basata su una documentazione storica: l’interesse per il mondo ebraico nasce in Galla nel momento in cui, collaborando a Speciale Nordest, conobbe Riccardo Calimani, storico dell’ebraismo e per anni direttore della sede Rai di Venezia. Tra i numerosi libri che ha scritto “Storia del ghetto di Venezia” (Rusconi, 1985) e “Gesù ebreo” (Rusconi, 1990); in quest’ultimo, Calimani ricostruisce la storia di Gesù mettendo in relazione l’identità ebraica con quella cristiana.

“L’erede: una storia ebraica” alla Scuola del lunedì

La vicenda del libro inizia a Salonicco, città greca in cui vivevano moltissimi ebrei sefarditi, quelli che dopo il 1492 furono cacciati dalla Spagna a causa di un provvedimento voluto dalla Regina Isabella di Castiglia – 300mila i cacciati, che si rifugiarono nei Paesi africani sulle coste del Mediterraneo e in Grecia-. La famiglia Samodiani commercia caffè e tabacco, oltre a stampare un giornale scritto in lingua ladina sefardita, finché il capofamiglia, dopo essersi sposato con una donna cristiana ortodossa, intuendo che qualcosa non andava bene nell’impero ottomano, decide di trasferire la famiglia a Trieste, dove ha un cugino.

Durante il viaggio in nave la moglie partorisce un bambino che sarà poi protagonista delle vicende della generazione successiva. A Trieste i commerci funzionano alla grande e i cugini avranno l’idea di “pubblicizzare” le sigarette vendute attraverso la stampa di cartelloni pubblicitari, mostrando un’intelligenza e idee all’avanguardia.

Con il passare degli anni, Trieste inizia ad essere al centro di movimenti nazionalisti, il giovane Eliàs, figlio del protagonista, va a studiare a Vienna e in una libreria trova per caso una copia dei “Protocolli dei Savi di Sion”, un falso documento creato dalla polizia zarista per diffondere l’odio verso gli ebrei nell’Impero russo. Il giovane si trasferirà poi a Berlino, seguendo una ragazza ambigua che afferma di aspettare un figlio da lui; all’arrivo nella città tedesca scoprirà molte vetrine di negozi ebrei infrante…

 

Ebrei e israeliani

Nel corso del pomeriggio si è discusso anche sulle ipotesi di creare due diversi stati: in fase di Grande rivolta araba, nel 1937 la commissione Peel – creata dal governo britannico durante il mandato britannico di protettorato della Palestina – propose, un piano di spartizione del territorio palestinese per la costituzione di due stati, uno ebraico e l’altro arabo. Il fallimento dei lavori della commissione portò all’istituzione della Commissione Woodhead l’anno dopo, che propose tre diversi piani di spartizione, pur ritenendo che una spartizione del paese sarebbe stata impossibile. Furono inoltre pubblicati i libri bianchi, ovvero una serie di leggi e misure che fissavano la politica mandataria relativa alla situazione in Palestina.

“Il problema principale della fattibilità di due stati è dovuta in parte ai coloni, 700mila persone sostenute più o meno dall’attuale governo israeliano, che inseriscono i loro insediamenti a macchia di leopardo, pertanto rendono quasi impossibile creare una linea di frontiera” afferma Galla.

Spazio alle domande dal pubblico, in particolare qualcuno chiede come mai lo scrittore abbia scelto di scrivere un libro sugli ebrei e non sui palestinesi, mentre qualcun altro ricorda come nella narrazione quotidiana (libri, fiction, film) spesso non vengano resi protagonisti gli ebrei perseguitati nella tragedia della Shoah, ma coloro che li hanno salvati.

“La Giornata della Memoria ha un rischio: quello di trasformarsi in un rito stanco che bisogna fare, mentre ci sarebbero delle possibilità di donarle valore, per esempio approfondendo i motivi per cui è stata istituita” ha concluso Tono Galla, al termine di un pomeriggio di scambio e dialogo profondo, privo di qualsiasi ottusità, alla Scuola del lunedì.

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