
Martedì 10 febbraio, alle 20 presso il Teatro Civico di Schio andrà in scena “Amadeus”, il celebre capolavoro di Peter Shaffer portato in scena dalla storica compagnia del Teatro dell’Elfo. Lo spettacolo rientra nel cartellone di Schio Grande Teatro 2025-2026.
L’evento, curato dalla Fondazione Teatro Civico e dal Comune di Schio in collaborazione con Arteven, promette una messinscena onirica e di grande impatto visivo, impreziosita dai costumi di Antonio Marras, recentemente insigniti del Premio UBU 2025.
L’opera di Shaffer, resa immortale anche dalla trasposizione cinematografica di Miloš Forman del 1984, esplora il tormentato rapporto tra Antonio Salieri e Wolfgang Amadeus Mozart. La trama gioca sulla leggenda – storicamente infondata ma drammaturgicamente potentissima – secondo cui Salieri, roroso dall’invidia per il talento soprannaturale del giovane rivale, lo avrebbe avvelenato.
In questo allestimento, diretto da Ferdinando Bruni e Francesco Frongia, Salieri (interpretato dallo stesso Bruni) agisce come un narratore che evoca i fantasmi del passato, mentre Daniele Fedeli veste i panni di un Mozart irriverente e geniale. La scenografia si trasforma in un salone onirico, dove proiezioni simili a una lanterna magica accompagnano la discesa dei protagonisti in un incubo perturbante.
Uno degli elementi di spicco della produzione è l’apparato estetico. I costumi di Antonio Marras mescolano suggestioni del Settecento a inserti contemporanei, creando un contrasto visivo che sottolinea l’atemporalità del conflitto tra mediocrità e genio. Sul palco, oltre ai protagonisti, si muove un cast affiatato che include Valeria Andreanò nel ruolo di Constanze e un ensemble di interpreti che danno vita alla corte di Giuseppe II.
Per approfondire la figura storica del compositore legnaghese, spesso ingiustamente calunniato dalla finzione letteraria, è previsto un incontro introduttivo oggi, lunedì 9 febbraio, alle 18 e 30, presso la Sala Calendoli (ridotto del Teatro Civico), con il musicologo e accademico olimpico Renato Calza in una conferenza intitolata “Antonio Salieri (1750-1825): la vera storia di un Maestro calunniato”.
L’incontro, a ingresso libero, offrirà al pubblico gli strumenti critici per distinguere la realtà storica dalla “leggenda nera” di Salieri, preparando gli spettatori alla visione dello spettacolo del giorno successivo.





































