
Vicenza oggi, 30 agosto, ha accolto nuovamente Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 Stelle e per due volte premier, che è stato intervistato dalle 20 da Matteo Pucciarelli di Repubblica come ospite della rassegna del festival Fornaci Rosse. Un ritorno atteso, a tre anni di distanza dall’ultima visita, che nel 2022 segnò di fatto l’avvio della campagna elettorale per le politiche.
Ma oggi non è stato un tocca e fuggi, come altre volte, ma la sua è stata una lunga giornata a Vicenza perché, dopo essere stato stamattina a Maserà di Padova per la commemorazione di Giorgio Perlasca, il suo cittadino che, fingendosi console spagnolo, salvò migliaia di ebrei da semplice commerciante di bestiame a Budapest, senza rivelare nulla nel suo Paese finche tutto non venne alla luce dalle testimonianze di chi era stato da lui salvato, Giuseppe Conte, con lui c’era anche il senatore vicentino Enrico Cappelletti, ha incontrato a pranzo ai Sette Santi a lungo i vari coordinatori delle province e delle città di Vicenza, ovviamente, Padova, Verona e Treviso, il candidato sindaco Edoardo Bortolotto oltre che vari sostenitori, ascoltando, soprattutto, e dando indicazioni.
E, poi, prima del punto stampa a Monte Berico, ha ascoltato i rappresentanti di una ventina di associazioni e comitati del territorio, che hanno potuto esporre le loro esigenze e le loro proposte senza semplicemente sorbirsi un discorso di prammatica e di maniera del politico importante di turno assistito per l’occasione in una sala riservata al “territorio” da Simone Contro e Giovanni Glorioso, suoi referenti come, rispettivamente coordinatori M5S per il Veneto e per il capoluogo berico.

Conte ha ascoltato, Glorioso e Contro hanno preso nota degli interventi propositivi di, ad esempio e in ordine sparso, Forum per la Pace, ANPI, Salam Ragazzi dell’Ulivo, Cgil Vicenza, Comitato Pomari, Comitato Albera, Fornaci Rosse, volontari per il carcere, Mamme No Pfas, Legambiente Vicenza, un’associazione di Nove per sport e sociale…
Ecco, al di là delle tante domande poi fatte dai colleghi durante il punto stampa iniziato con circa un’ora di ritardo con le scuse di Conte motivate proprio dal tempo dedicato al “territorio” vicentino”, su questioni regionali e nazionali su cui conosciamo quotidianamente le posizioni di Giuseppe Conte (critiche a Meloni per le posizioni tardive e ancora non concretizzate contro il genocidio a Gaza, alle gestione zaiana del Veneto e della sua sanità, alle lotte fratricide per designare un candidato del centro destra alla presidenza e chi più ne ha più ne… legga su quotidiani e tv nazionali, extra locali e agenzia di stampa), a noi sarebbe piaciuto avere il tempo, e il modi, di chiedere al leader pentastellato qualcosa proprie sulle istanze locali.
Ma una domanda locale ma, insieme, internazionale, sgattaloiando oltre le questioni da talk e tg quotidiani, siamo riusciti a farla e ve ne diamo il resoconto proponendovi la trascrizione letterale del “botta e risposta”…
Viiu.it – Prima lei ha parlato su guerra e pace, ma rimanendo un po’ più vicini qui a Vicenza, ma sempre sul tema internazionale della guerra, in questi giorni e fino al 13 di settembre ci saranno una serie di attività e una manifestazione finale contro il festival della cosiddetta amicizia italo-americana (l’Italia-America Friendship Festival) che sta trovando delle opposizioni sul territorio molto pesanti anche per come nasce, in ambito, cioè, di supporto a chi fa lobby sui missili V-Shorad portati qui alla base Base americana.
Giuseppe Conte – Ovviamente il Movimento 5 Stelle (come ricorda/suggerisce subito il coordinatore regionale Simone Contro prima della risposta del presidente Conte, leggi “Italia-America Friendship Festival, Movimento 5 Stelle Vicenza si smarca: «Iniziativa inopportuna in una fase di guerre e riarmo»”, ndr) ha assunto una specifica posizione su questo tema e è pienamente coinvolto in queste iniziative. Però guardi, io le faccio un discorso più generale. Noi siamo tradizionali amici del popolo statunitense, del popolo americano.
Quindi il tema è non mettere in discussione i tradizionali rapporti di amicizia tra Italia e Stati Uniti ma ovviamente denunciare e con forza quelle che sono le politiche oggi attuate che non vanno affatto bene.
Parlavamo di Gaza, dobbiamo denunciare che in questo momento la condotta criminale di Netanyahu riesce a dispiegarsi con le bombe di queste a tappeto su Gaza perché c’è la copertura degli Stati Uniti, del governo americano perché altrimenti non andrebbe da nessuna parte Netanyahu se non avesse la copertura politica e militare degli Stati Uniti e il silenzio/complicità anche dell’Europa. Perché da solo non potrebbe fare quello che sta facendo, chiaro? E allora il tema è ovviamente contrastare le politiche dei tradizionali alleati, se ci fanno la guerra commerciale, l’ho detto dall’inizio, non possiamo dire che il 15% dei tassi è un’ottima soluzione, una buona soluzione, il male minore.
La contrasti perché è una politica commerciale che danneggia l’Europa e allora che alleati siete se ci combattete e volete fare la guerra commerciale all’Europa. Allora bisogna reagire a testa alta ma l’Europa è in deficit di politica, non esprime un indirizzo politico chiaro non è stata capace di guidare nessun processo e nel conflitto russo-ucraino dall’inizio ha rifiutato la prospettiva politica pensando di andare a vincere la guerra, dopo tre anni si è accorta che non abbiamo soluzione e adesso si va in ordine sparso, c’è chi propone di mandare le truppe, chi, come l’Italia, si è inventata quest’articolo 5 della NATO pensando a una genialata chi invece dice che tutto quel che viene da Washington va bene, chi invece dice che dobbiamo continuare addirittura la guerra, lo dice a mezza bocca perché chiaramente dopo tutti i fallimenti è difficile continuare a sostenere. Qual è la posizione dell’Europa? Voi l’avete capito?…
Noi abbiamo capito che Conte ha confermato, in premessa e nello sviluppo della sua risposta, di essere d’accordo con i pentastellati locali e Giovanni Glorioso, rappresentante del Gruppo Territoriale “Città di Vicenza”, che, pur pesando le parole per l’alleanza con Possamai regista dell’operazione senza neanche consultare i suoi alleati, espresse nella sua nota ufficiale la propria «ferma contrarietà all’iniziativa», affermando che sarebbe stato auspicabile un segnale diverso da parte dell’Amministrazione comunale rispetto a “un festival dedicato all’amicizia con la prima potenza militare mondiale… quanto meno inopportuno”.
Capito allora perché nel titolo ci chiediamo “America sorella?“: a breve arriverà la risposta a questa domanda che state trovando e troverete più volte su queste “pagine” in merito all’Italia-America Friendship Festival contro cui ha preso e prende posizione gran parte dell’associazionismo e della società pacifista di Vicenza.
Oggi i pentastellati col leader Conte hanno confermato la validità della domanda.