Anna Foglietta, tutto esaurito al Cinema Odeon per il suo esordio da regista, in sala arriva “Una storia”

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Anna Foglietta
Anna Foglietta con Enrico Ladisa, direttore della programmazione del Cinema Odeon

Due grandi debutti ieri sera al Cinema Odeon: uno è quello della stagione 2026-2027 del cinema più longevo d’Italia, cominciata già da poche settimane in realtà, ma che celebra già un sold out, e il secondo è quello di Anna Foglietta, regista esordiente. Fa sorridere abbinare la parola “esordiente” a un’attrice che ha fatto 45 film e 7 serie televisive, ma effettivamente “Una storia” è la sua prima volta dietro la macchina da presa.

Un film presentato ieri sera all’Odeon davanti a una platea gremita; l’attrice, introdotta al pubblico da Enrico Ladisa, direttore della programmazione del Cinema Odeon (da noi intervistato su VicenzaPiù Viva n. 309 di giugno 2026), con emozione visibile ha dichiarato di essere molto affezionata al Veneto, una regione che coniuga cultura, cibo e vino, bellezza.

“Crescere è molto bello” ha detto Foglietta del suo passaggio alla regia, definendo questo cambio di prospettiva come “la cosa più bella che gli sia capitata”. La donna ha poi raccontato la genesi del film, il cui soggetto è nato in un periodo in cui si interrogava molto sulla difficoltà che abbiamo oggi di entrare in contatto con noi stessi, costruendoci alibi pur di non guardarci dentro e occupando il tempo, pur di non riflettere, a scrollare i social.

Molte le domande che la regista si è posta: cosa desidero essere, cosa sono e sono stata, cosa mi piace, cosa ho sognato nella vita e cosa ho costruito; “nell’iperconnessione e nel timore di perderci qualcosa (la cosiddetta F.O.M.O., Fear of Missing Out, ndr) ci dimentichiamo che l’informazione cardine siamo noi, attraverso la quale possiamo codificare poi la realtà” analizza Foglietta.

L’attrice romana attribuisce il tempo della disumanizzazione in cui viviamo come conseguenza, forse, della mancanza di conoscenza di noi stessi; la creatività nel soggetto nasce anche da una riflessione sui concetti di compassione e di empatia: “come facciamo noi a provare compassione ed empatia per l’altro se per primi noi non abbiamo compassione ed empatia verso noi stessi?”.

anna foglietta

Foglietta ha poi spiegato le motivazioni che l’hanno spinta a scegliere Alba Rohrwacher e Guido Caprino come protagonisti del film. La prima un’attrice “magnetica nel suo essere così sfumata e anche così contesa dallo scenario internazionale, non è un caso perché ha una capacità espressiva molto rara per il nostro cinema ed era perfetta per questo ruolo”. 

Caprino è stato definito dalla regista “un attore straordinario, perfetto perché è un uomo molto bello e nel film mi serviva un uomo affascinante, con una bellezza un po’ decadente, con una capacità di rompersi altissima e lui si romperà. Entrambi mi hanno aiutato a costruire un immaginario che fosse davvero coerente e corrispondente con la mia idea”.

La regista si dice soddisfatta (almeno) al 99% della riuscita del film e ha concluso il suo intervento prima della proiezione – perché alle 21.00 era attesa al cinema Kappadue di Verona – ringraziando il pubblico in sala e invitando a comunicare con lei sui social per commentare il lavoro o per fare delle domande.

Una storia, l’esordio alla regia di Anna Foglietta

Una Storia, il film diretto da Anna Foglietta, è una storia semplice e racconta la crisi d’identità di una coppia, Erika e Mauro (Alba Rohrwacher e Guido Caprino). La crisi si apre quando la figlia Irene si trasferisce altrove per studiare all’università; la vita in provincia, fatta di tranquillità e ripetitività, piccoli gesti e abitudini rassicuranti, diventa improvvisamente soffocante.

Erika si ritrova senza i punti di riferimento su cui aveva costruito la propria quotidianità; Mauro, cresciuto con un padre autoritario e senza madre, si trova faccia a faccia con la propria fragilità, mai affrontata prima. Desideri nascosti, verità interiori e vecchie ferite si intrecciano e sconvolgono questa storia.

La pellicola, uscita lo scorso 24 settembre, è ora al cinema; è possibile vederla all’Odeon fino a domenica 4.

Qualcuno sulla lavagna fuori dal cinema – che raccoglie i pensieri sui film visti dagli spettatori – ha scritto “Ci siamo passati tutti“, e probabilmente la bravura di Anna Foglietta è stata raccontare una storia che costringe a guardarsi dentro e poi a guardare negli occhi chi abbiamo accanto. E a chiedersi chi siamo diventati.