Annunciati i vincitori della prima edizione dei Defender Awards

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(Adnkronos) – Land Rover ha annunciato i vincitori della prima edizione dei Defender Awards: progetti di conservazione e impegno umanitario premiati con una Defender 4×4 per due anni, un fondo da 120.000 euro erogabile in due anni e un supporto formativo a cura di professionisti esperti. Il gruppo britannico aveva lanciato l’iniziativa per riconoscere e premiare gli eroi in quattro categorie: land, wild, humanity e sea. I vincitori globali, selezionati da una rosa di 56 candidati, si sono distinti in ambiti quali la protezione della flora e fauna in Italia, la biodiversità e il recupero ecologico in Regno Unito e Giappone, la prevenzione sanitaria in Australia e la protezione marina in Francia e Sudafrica. I Defender Awards rappresentano un investimento mondiale di 1 milione di sterline e consolidano un impegno del brand di lunga data, a favore delle cause umanitarie e ambientali, proseguendo una tradizione che vede l’azienda da 70 anni al fianco della Croce Rossa Britannica e da oltre 20 anni al fianco di Tusk, l’ente per la conservazione in Africa. I vincitori sono stati scelti da una giuria internazionale di esperti e le candidature sono state valutate sulla base dell’aderenza alla categoria di appartenenza, all’impatto del progetto, al livello di innovazione nelle operazioni e al contributo che una Defender 4×4 può apportare allo svolgimento delle attività. Per l'Italia è stato selezionato – nella categoria 'Defenders of the Wild' – il progetto Salviamo l’Orso, promosso dall’associazione che ha come missione la tutela dell’orso bruno marsicano, una sottospecie endemica dell’Appennino centrale di cui sopravvivono circa 60 individui tra Abruzzo, Lazio e Molise. L’associazione lavora sul campo per ridurre il conflitto tra uomo e orso, mettendo a sistema strumenti fisici quali recinzioni elettrificate e cassonetti a prova d’orso, così come attività educative e di supporto alle comunità locali. L’obiettivo è il ripristino degli ecosistemi e la messa in sicurezza del territorio attraverso interventi su frutteti, chiusura o recinzione delle pozze che costituiscono una potenziale trappola mortale per la fauna selvatica, rimozione del filo spinato e dei rifiuti, monitoraggio delle specie.  Attiva in oltre 10 comuni, ad oggi sono state installate più di 500 recinzioni e sono ospitati ogni anno fino a 80 volontari europei, fondamentali per le attività e per diffondere la cultura della conservazione sul territorio attraverso un’opera di conservazione di prossimità. La proposta avanzata lavorerà su due filoni principali: la riduzione del conflitto con l’uomo e il miglioramento ambientale. 
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