ANPI con Andriollo, Dal Maso e Poletto insorge: “evento neofascista a Vicenza promosso da Nicolò Naclerio, capogruppo di Fratelli d’Italia”

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ANPI insorge: "evento neofascista a Vicenza promosso da Nicolò Naclerio"
ANPI insorge: "evento neofascista a Vicenza promosso da Nicolò Naclerio"

Riceviamo da Danilo Andriollo, Franca Dal Maso, Luigi Poletto (Presidenza provinciale ANPI Vicenza) e pubblichiamo, aderendo ai suoi contenuti, una loro nota sull’evento “Per non dimenticare” organizzato da Nicolò Naclerio, consigliere comunale e capogruppo di Fratelli d’Italia Vicenza.

Nicolò Naclerio, ANPI insorge: promosso da lui evento neofascista

Apprendiamo dai social che il giorno sabato 21 febbraio 2026 alle ore 20 in città si svolgerà l’evento: “Per non dimenticare”. La serata prevede alle ore 20 il laboratorio musicale “Freccia nera”, seguiranno due podcast legati alle tragedie di Norma Cossetto e dell’esodo giuliano fiumano dalmata. Verrà presentato il volume “I fiori dell’oblio” a cura di Floriana Lusetti e Silvia Luscia, dedicato alla condizione femminile nella Guerra Civile 1943/45 con focus specifico sulla serata in memoria delle donne istriane e fiumane. Musica anche alla fine. L’organizzazione, infatti, prevede: “A chiudere la serata, un gruppo musicale che ha segnato generazioni di militanti ‘non conformi’, con suoni e testi di altissima qualità. Un gruppo che è stato una pietra miliare nella musica alternativa italiana, componendo ballate senza tempo: La Compagnia dell’Anello”.

L’iniziativa, per chi conosce i protagonisti, ha un inequivoco timbro neofascista.

1 – L’apertura della serata è assegnata a personalità nota per la consolidata militanza nella destra radicale.

2 – Il libro “I fiori dell’oblio” (“Donne civili, Ausiliarie delle Forze Armate della Repubblica Sociale Italiana, volontarie della Decima Mas e “Volpi Argentate” dei Servizi Speciali: furono moltissime – dall’inizio della “guerra civile” a ben oltre il termine del secondo conflitto mondiale – le donne uccise dalle brigate partigiane comuniste. Storie agghiaccianti, spesso sepolte dalla storiografia ufficiale o distorte dalla memorialistica resistenziale…”) si situa chiaramente in un solco denigratorio della Resistenza secondo una metodologia che seleziona singoli fatti decontestualizzandoli al fine di delegittimare l’esperienza resistenziale quale evento fondativo della democrazia repubblicana e di rivalutare la Repubblica Sociale Italiana con una logica ed un approccio ormai consolidato nel neofascismo italiano dal MSI ad oggi.

3 – La casa editrice del libro è Passaggio al bosco, editore di riferimento per l’area della destra radicale e creata da Casaggì, centro sociale della destra fiorentina con ambizioni di espansione, operante del campo della cultura della destra identitaria, delle “comunità militanti” e con un approccio “metapolitico” cioè attento a promuovere e organizzare iniziative culturali e associative per creare consenso al neofascismo rivisitato e rigenerato del nuovo millennio. Casaggì, peraltro, coltiva  legami fortissimi con l’area neofascista interna al partito della premier Meloni: destra neofascista e destra istituzionale hanno un rapporto simbiotico incompatibile con la ferma dislocazione nella cultura democratica. Casaggì ha fatto e fa riferimenti continui e strutturali al nazionalsocialismo e al fascismo, sono evocati quali “maestri di vita” personalità del pantheon fascista e nazista, sono utilizzate parole d’ordine ed immagini proprie del patrimonio ideologico della destra radicale.

4) Infine, il complesso “La compagnia dell’anello” – costituito a Padova nel 1977 e definito dallo stesso organizzatore “non conforme” ed espressione della “musica alternativa” – è celebre per essere un complesso iconico della musica neofascista italiana per contenuti dei brani musicali e per circuiti di utenza frequentati ed attivati.

È gravissimo il fatto che l’evento sia patrocinato, promosso e pubblicizzato dall’attuale capogruppo in Consiglio comunale di Fratelli d’Italia, Nicolò Naclerio. Ciò a palmare dimostrazione del fatto che Fratelli d’Italia, partito della premier Meloni, affonda il proprio radicamento nell’esperienza del fascismo storico ed esprime in molti dei suoi esponenti politici ed istituzionali una esibita appartenenza all’universo culturale della destra radicale.

Chiediamo a tutte le forze antifasciste della città (politiche, sindacali, associative, culturali, di cittadinanza attiva, del mondo delle professioni) di stringersi nell’unità antifascista a difesa della democrazia e della Costituzione repubblicana affinché sia ribadita la più completa estraneità di queste iniziative neofasciste al tessuto democratico della città, in coerenza con la medaglia d’oro assegnata alla città capoluogo per il ruolo avuto nella Resistenza al nazifascismo.

Peraltro, il promuovere tali attività è chiaramente incompatibile con l’esercizio di una funzione istituzionale nel quadro di una fisiologica conflittualità tra posizioni diverse ma che comunque si riconoscono nella lealtà alla Costituzione democratica e antifascista nata dalla Resistenza.

Danilo Andriollo, Franca Dal Maso, Luigi Poletto

(Presidenza provinciale ANPI)